
I nodi prima o poi vengono al pettine e l’Ufficio federale delle strade (USTRA) sta per emettere la sua sentenza: tra qualche anno chiusura “sine die“ del tunnel autostradale del San Gottardo per lavori di ristrutturazione e manutenzione. Già un anno fa l’annuncio dell’USTRA sulla chiusura totale per futuri lavori in corso della “galleria delle genti” aveva fatto sollevare la classe politica ticinese: bloccare il tunnel significa far perdere decine di milioni al Ticino e ai Ticinesi e paralizzare le attività economiche. Contemporaneamente dal Ticino ripartì l’appello al raddoppio della galleria autostradale, rimasto però ancora una volta lettera morta. Ai funzionari bernesi poco importa di quello che succede a sud del San Gottardo, salvo venirci a trascorrere le vacanze! Devono giustificare il loro ruolo e stipendio compilando rapporti incomprensibili, studi inguardabili e così prendono decisioni che passano sopra le teste dei cittadini e dei Cantoni, soprattutto quelli periferici, che per loro contano poco, anche perché non protestano. Pensiamo se invece del tunnel del San Gottardo, i burocrati federali decidessero di chiudere per improrogabili motivi tecnici l’aeroporto di Zurigo-Kloten. Due o tre mesi di stop e aerei a terra, chiusi negli hangar (è successo per due giorni a causa del vulcano islandese e, apriti cielo!). Le potenze economiche e finanziarie svizzere si riverserebbe negli uffici federali e, senza neanche fiatare, i colletti bianchi e i Consiglieri Federali approverebbero un decreto urgente per dare il via alla costruzione di un secondo aeroporto parallelo. È evidente che bisogna fare la voce grossa, riunire le forze e chiedere che il raddoppio del tunnel diventi una priorità, insieme alle misure di fiancheggiamento per ammorbidire l’impatto della chiusura per lavori. Se nessuno ci ascolta, sarà necessario minacciare ritorsioni, toccando sul vivo le finanze federali. A volte funziona, anche quando la protesta parte dal bistrattato Ticino. Prendiamo esempio da quanto recentemente è capitato con la nuova sede del Tribunale penale federale. Berna ha deciso che non era più una priorità, rinviandone la costruzione alle calende greche. Il Cantone ha protestato, minacciando ritorsioni economiche, il Municipio di Bellinzona ha proceduto analogamente e persino i giudici, che si lamentano di lavorare in condizioni precarie, si sono giustamente inalberati per la decisione di depennare la costruzione del nuovo stabile. Risultato? Contrordine da Berna, il Tribunale penale federale si farà. Anche il raddoppio del tunnel autostradale sulla A2 è una priorità “federale”. Dal San Gottardo passano merci e turisti che, anche con l’avvento della Nuova trasversale alpina ferroviaria, continueranno a portare ricchezza e sviluppo. Passeranno 15 o vent’anni prima di realizzare il raddoppio? Poco importa. Anche gli ambientalisti se ne rallegreranno, visto che per quel tempo ci saranno pure auto elettriche o autotreni ad idrogeno a transitare nella la galleria del San Gottardo, in sicurezza e garantendo sopravvivenza e sviluppo al Ticino. E a tutta la Svizzera. Renza De Dea, consigliera comunale Locarno
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