
Dell’idea di realizzare una meridiana in Piazza Grande se ne parla ormai da molto, troppo tempo. È uno dei tanti progetti che non riescono a decollare a causa dell’incapacità del Locarnese di essere lungimirante e coeso nel gestire le risorse e le peculiarità della Regione. Verrebbe da dire che ancora una volta si è “fuori dal tempo”, considerato come non si riesca ad individuare la valenza turistica, quindi economica, oltre che culturale, di un’opera che potrebbe portare alla Regione e alla sua Piazza Grande, nuova fama internazionale e ulteriori impulsi alla sua attrattività. È noto come il turista si muova in direzione di quelle destinazioni riconosciute per offrire panorami da cartolina ed eventi internazionali. Ma questo tipo di offerta, purtroppo, non basta più. Oggi per attirare i turisti è sempre più necessario proporre originalità, novità, prodotti con alto valore aggiunto. È la legge dell’economia di mercato che si basa sul principio della concorrenzialità. Si va in un determinato luogo piuttosto che in un altro perché c’è qualcosa da vedere, da scoprire. E la concorrenza feroce tra località e luoghi votati al turismo come il Locarnese, non può limitarsi a proporre nel suo “salotto buono” un Festival del Cinema, una serie di concerti eccellenti e una pista di ghiaccio in inverno. Iniziative più che lodevoli, a non averne dubbio, ma che hanno la durata complessiva di due mesi. Mentre gli altri dieci mesi dell’anno Piazza Grande, seppur nobilitata finalmente dalla pedonalizzazione, si presenta come un salotto vuoto e persino un po’ sinistro, a causa di un arredo urbano praticamente inesistente. Se poi aggiungiamo il fatto che la domenica nel cuore della città restano aperti solo bar e ristoranti - e neppure tutti! -, la desolazione dei turisti che vi capitano e percorrono portici e ciottolato è sotto gli occhi di tutti. Intendiamoci, non è che una meridiana solare, seppure la più grande d’Europa come potrebbe essere quella proposta per Piazza Grande, possa attirare da sola milioni di visitatori. Un’opera di questo tipo, che ha il grande pregio di non essere invasiva e, anzi, di integrarsi perfettamente nella maestosità della Piazza, sarebbe però un complemento, una ciliegina sulla torta di un’offerta turistica di richiamo che, altrimenti e sicuramente, potrebbero essere altre località a gustare. Le motivazioni dei contrari all’approfondimento del progetto, che il Municipio ha fatto sue, sono aride e pretestuose. Affermare che “un disegno come quello della meridiana sarebbe destinato ad alterare l’uniformità e l’armonia della Piazza” dimostra mancanza di capacità di apertura a nuove visioni che possono essere in grado di portare il nome della nostra Città ai massimi livelli dell’attrattività turistica. A maggior ragione se si pensa che lo studio proposto per approfondire il progetto richiede l’investimento di un importo veramente sopportabile di fr. 20'000.-. Sono però certa che in Consiglio comunale – che sarà presto chiamato a pronunciarsi su questa proposta – ci siano persone e forze politiche di buon senso che sappiano contrastare questo immobilismo progettuale che contraddistingue la nostra Città. Si tratta, una volta tanto, di accettare un progetto che accrescerà la visibilità e la notorietà di Locarno non in maniera effimera, bensì permanente. Si tratta, una volta tanto, di “battere il tempo”! Renza De Dea, Capogruppo Lega dei Ticinesi
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