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Renza De Dea: PEC, piano eliminazione concorrenza?
Redazione
16 anni fa

Estrapolare dalle 429 pagine del rapporto in consultazione e dalle schede settoriali del Piano Energetico cantonale alcune affermazioni e strumentalizzarle sarebbe troppo facile, un gioco da ragazzi. Dal profilo politico è invece necessaria una valutazione globale e ancora meglio mettere a nudo la filosofia che si nasconde fra le pieghe di questi complessi documenti. Senza mezzi termini è bene chiarire che lo scopo, neanche ben nascosto, di questa operazione è quello di dare maggior potere all’AET indebolendo tutti gli altri attori del mercato energetico. Nel merito sono comunque da sottolineare alcuni aspetti che dimostrano come questo castello di carta si regga su delle fondamenta di argilla. Anzitutto l’orizzonte temporale proposto 2035 rispettivamente 2050 non tiene minimamente conte, e non lo potrebbe fare, dell’evoluzione tecnologica e politica che influenzeranno questo settore. Molto più ragionevole sarebbe collocare a corto e medio termine le prospettive su cui ragionare sarebbe perlomeno più realistico. Il carattere vincolante che assumerebbe questo piano, se approvato, andrebbe a colpire tutti gli attori del settore con conseguenze per il consumatore che facilmente sono immaginabili. Vogliamo l’energia di Stato ? lo si dica chiaramente. Fondamentalmente lo si potrebbe definire un” documento programmatico da Soviet” che dovrebbe essere ripudiato anche dalla sinistra ticinese a meno che voglia dimostrare che ancora è legata ai vecchi concetti comunisti ormai falliti e tramontati. In ragione della metodologia applicata, per nulla condivisibile, risulta impossibile potersi pronunciare sulle quattro varianti proposte. In questa sede è comunque utile porci qualche domanda. Quanto è costato questo lavoro? Non sarebbe stato più utile e/o più intelligente stabilire con gli attori presenti sul mercato un perimetro condiviso nel quale muoversi? Tante altre domande potrebbero sorgere ma riteniamo sia tempo perso andare oltre. Ciò che a noi preme sottolineare è che ancora una volta la tutela dei consumatori arrischia di essere sopraffatta dalla burocrazia di stato e questo non va assolutamente bene. Per quanto ci concerne questa consultazione va ritornata al mittente con l’indicazione: da cestinare. Renza De Dea, Forza Civica

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