
Prendo posizione nel dibattito che sta nascendo attorno allo stadio per l’ACB, a nome dei promotori del progetto di Castione, per chiarire la posizione dei privati. Nella proposta di Castione, fortemente voluta da Cantone e Comune soprattutto per riqualificare la qualità di vita nell’abitato di Castione, è prevista la possibilità di realizzare unitamente al progetto commerciale – nella zona attualmente industriale – lo stadio necessario all’ACB a seguito delle esigenze poste dalla Lega calcio. Preciso che questa è una possibilità, non un obbligo. Come è noto, i considerevoli investimenti necessari per realizzare strutture pubbliche come quella in discussione e le croniche difficoltà finanziare degli Enti pubblici rendono indispensabile il coinvolgimento di privati che siano in grado di partecipare alla realizzazione dell’opera. Il dato di fatto è che l’ACB necessita di un progetto concreto. In quest’ottica, proprio per non disperdere forze preziose, lo scorso mese di marzo, quindi oltre sei mesi fa, il Gruppo da me rappresentato ha sottoposto ai rappresentanti del Municipio di Bellinzona (Sindaco e Capodicastero) la possibilità di collaborare per raggiungere l’obiettivo comune, cioè quello di dotare l’ACB della struttura necessaria. La proposta era ed è semplice: poco importa dove viene realizzato lo stadio, purché si proceda di comune accordo, concentrandosi su un’ubicazione unica, quella più facilmente realizzabile. In questo senso il Gruppo promotore del progetto commerciale di Castione ha proposto di partecipare al finanziamento dell’opera di ristrutturazione o di ricostruzione dello Stadio comunale di Bellinzona, se questa fosse la soluzione più facilmente percorribile. Questa proposta è stata sottoposta anche al Cantone e al “comitato civico per la ristrutturazione del Comunale” presieduto da Sergio Savoia. Non essendovi stato alcun riscontro positivo a questa proposta, nel frattempo si sta progettando lo stadio a Castione ed è comprensibile come i vertici dell’ACB si siano concentrati su questa concreta possibilità, non potendo più tergiversare. L’ACB sta sviluppando un progetto innovativo, che è in grado di autofinanziarsi. Questo grazie alla lungimiranza del dott. Giulini che ha fatto tesoro di esperienze negative altrui, inserendo contenuti socialmente utili che possono contribuire all’autofinanziamento della gestione (multisala, fitness, wellnes e alberghiero). In questa situazione è quindi quanto mai indispensabile un’unità d’intenti tra Autorità comunali, cantonali, ACB e Privati, per realizzare un’opera che sarà il fiore all’occhiello del Sopraceneri. Renza De Dea, rappresentante promotori
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

