Cerca e trova immobili
Ospiti
Renza De Dea: I partiti alla deriva
Redazione
16 anni fa

Se ancora ve ne fosse stato bisogno, l’ennesima “bagarre” tra i vertici del Partito Popolare Democratico e del Partito Socialista dimostra come i Partiti non sappiano ormai più leggere e interpretare le esigenze del Paese. Senza voler mancare di rispetto alla memoria di Luigi Rossi, a mio modo di vedere è anacronistico commemorare, nel terzo millennio, un evento che, alla fine dell’Ottocento, non era poi un caso così isolato, se si pensa che a quei tempi in politica si faceva uso delle carabine come oggi lo si fa dei gadget elettorali! Se è però vero, come dice un antico adagio, che “ferisce più la penna della spada”, allora va pur detto che le fucilate di fine Ottocento nulla hanno da insegnare al Presidente del Partito Socialista Manuele Bertoli, che si è scagliato, è proprio il caso di dire, contro il suo omologo Presidente del PPD Giovanni Jelmini, con termini non certo edificanti. Motivo del singolar tenzone: la rivendicazione da parte del PS della sanità e della socialità ticinesi, ritenuti di diritto orticello di competenza della Sinistra. A poco più di sei mesi dalle elezioni per il rinnovo di Consiglio di Stato e Gran Consiglio, i Ticinesi assistono basiti a questi spettacoli di bassa lega che sono la dimostrazione di un modo di far politica che di positivo non può certo portare nulla al Paese. Per guardare avanti e pianificare una politica che sia veramente portatrice di benessere ai nostri cittadini, ci vuole ben altro che la scesa in campo di coloro che dovrebbero essere il top della politica, per disputarsi in anteprima diritti sui vari settori dell’Amministrazione Cantonale, prima ancora di sapere con chi saranno seduti al tavolo del Governo, dopo il 10 aprile 2011. Ma questo modo di fare è sintomatico di una politica ormai superata. Il Paese cammina con un’altra velocità dei Partiti, ingessati dalle loro ideologie che non interessano ormai più a nessuno, soprattutto in un Cantone dove nei prossimi anni sarà importante mostrare verso l’esterno un’immagine rinnovata e verso l’interno una capacità imprenditoriale nella gestione della cosa pubblica, a beneficio di tutti. Sempre più i cittadini, disertando le urne, dimostrano di essere sfiduciati nei confronti degli schieramenti ideologici, retti soprattutto da un consociativismo che non mira certo a soddisfare le esigenze del Paese. Sullo scenario politico ticinese, per le prossime elezioni cantonali si sta presentando una grande opportunità di cambiamento, in risposta alle richieste dei tempi moderni. È la possibilità di scegliere, grazie alle Liste Civiche, persone indipendenti, anziché gruppi politici. Una vera opportunità per poter gestire il nostro Cantone senza identificarsi necessariamente nei vecchi concetti di destra e di sinistra che, come vediamo quotidianamente, non portano nulla di buono alla causa pubblica. Renza De Dea, candidata Liste Civiche

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata