
Il Comitato della Protezione animali di Bellinzona riunito in data 21 novembre 2007, ha preso atto delle modifiche che tendono a delegare al Consiglio di Stato l’incarico di stendere una lista di razze canine proibite nel cantone Ticino. Il Comitato ricorda che l’apposita Commissione composta da specialisti, veterinari e dai rappresentanti delle associazioni cinofile e delle protezioni animali cantonali, aveva scartato l’idea di una lista, vista l’esperienza negativa di applicazione registrata nelle nazioni confinanti con il nostro Paese. Anche a livello nazionale, la Commissione della scienza del Parlamento e l’Associazione dei veterinari svizzeri hanno espresso forti dubbi circa l’adozione di queste misure. Il progetto di legge, proposto dal Consiglio di Stato, era stato accolto favorevolmente da tutte le parti interessate, proprio per il suo contenuto volto alla soluzione del problema in modo serio e soprattutto attuabile. Volersi basare sulla decisione presa dal governo vallesano e sulla recente decisione del Tribunale federale in merito ai ricorsi dei cinofili, significa creare situazioni anomale fra i cantoni svizzeri senza risolvere nulla. Infatti il Tribunale federale si è basato sulla mole dell’animale ma evidentemente non ha citato razze e questo per il semplice motivo che inserire i cani potenzialmente mordaci è impossibile. L’esperienza l’hanno fatta il Governo italiano e le regioni della Germania. La Spa di Bellinzona spera in un ripensamento in Gran Consiglio in quanto si sta discutendo di esseri viventi e senzienti e non di cose. A parte il Pit Bull che non è mai stato acquisito come cane di razza a livello internazionale in quanto frutto di continui incroci, oltre cento razze di cani nel mondo hanno la loro genesi e la loro millenaria storia vicino all’uomo. La Legge proposta dal Consiglio di Stato è seria e indica il modo migliore per vivere in pace e sicurezza con loro. La Spa di Bellinzona ricorda che il guinzaglio ha due lati ben distinti. Da un capo vi è il cane grande o piccolo esso sia; dall’altro deve esserci una persona responsabile, coscienziosa e debitamente istruita che lo sappia gestire. Armando Besomi, SPA Bellinzona
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