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Raoul Ghisletta: Uno stop per salvaguardare il Laveggio?
Redazione
16 anni fa

La creazione di una diga di 180 m di lunghezza al Mulino di Genestrerio per contenere le piene del Laveggio è un progetto contestato da chi ha a cuore la salvaguardia di questa stupenda zona naturalistica. È positivo quindi che il consigliere di Stato Borradori si sia recentemente impegnato a esaminare delle alternative al progetto, che è oggetto del messaggio governativo 6169 del 9 febbraio 2009, come suggerito dal Municipio di Mendrisio lo scorso marzo. I problemi da risolvere sono almeno due in caso di forti piogge nella regione: da un lato l’aumentata velocità di deflusso delle acque dalle zone di Stabio verso il Laveggio e dall’altro la strozzatura del Laveggio a partire dalla strada cantonale in corrispondenza del Ristorante Fontanelle, che mette in pericolo una serie di edifici. La crescita economica e il moltiplicarsi degli insediamenti nel Mendrisiotto giustificano un intervento a tutela dell’area verde del Laveggio, che rimane una delle poche zone con un fiume allo stato naturale, come illustrato nel pregevole opuscolo dei Cittadini per il territorio. Si giustificano anche soluzioni alternative magari più costose e complesse di quella della diga per risolvere il problema delle alluvioni. Sempre più si diffonde la coscienza che abbiamo un solo territorio e che dobbiamo preservarlo in maniera adeguata per le generazioni future. Il gruppo parlamentare socialista auspica pertanto un ripensamento a 360 gradi sulla questione: il Dipartimento del territorio deve avere il coraggio di abbandonare il progetto di diga del Laveggio a Genestrerio a favore di altre soluzioni. Raoul Ghisletta, capogruppo PS

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