
Ma cosa aspetta il Parlamento a rendere pubblici i mandati? È facile polemizzare su un mandato, segnatamente quello di Gobbi a Bazzi, ma è un po’ più difficile cambiare la legge cantonale sulle commesse pubbliche. Infatti siamo nel 2013 e il Parlamento ticinese non ha ancora deliberato sull’iniziativa parlamentare elaborata, che ho presentato il 26 gennaio 2010 a nome del Gruppo PS, per la pubblicazione dei mandati (modifica della legge sulle commesse pubbliche - IE 314). L’iniziativa parte dalle raccomandazioni del rapporto sul preventivo 2007, frutto di un approfondimento di una Sottocommissione, composta dal sottoscritto, Thomas Arn, Paolo Beltraminelli, Attilio Bignasca e Gianfranco Soldati. Per tradurre la volontà espressa dal rapporto citato, l’iniziativa parlamentare propone la seguente modifica dell'art. 7 legge sulle commesse pubbliche: - si fissa un'adeguata soglia finanziaria (fr. 10'000.-) per la pubblicazione dei mandati, che tiene conto del rincaro avvenuto e del problema degli importi frazionati; - si stabilisce il principio che il legislativo comunale, consortile e cantonale ha diritto di ricevere annualmente le liste delle commesse aggiudicate a invito o incarico; - si stabilisce che anche altri interessati hanno diritto di ricevere tale documentazione, senza limiti di tempo, cosa che non è il caso oggi (in tal caso può essere percepita una tassa causale per il lavoro svolto dall'ente pubblico). Ricordo infine le raccomandazioni del rapporto sul preventivo 2007, che toccano anche altri punti interessanti: 1) creare nei vari Dipartimenti e Divisioni delle liste di ditte e liberi professionisti interessati a ricevere mandati o partecipare a concorsi a invito (un po' come la lista dei docenti supplenti delle scuole), ritenuto che la lista va costruita, organizzata e attivata in funzione delle competenze, in funzione dell'economicità e in funzione dell'efficacia, indicando anche i lavori svolti nel pubblico e nel privato, nonché la soddisfazione dell'amministrazione cantonale nei confronti dei medesimi. (…); 2) applicare, beninteso a parità di competenze, economicità ed efficacia, un'adeguata distribuzione e una rotazione nell'attribuzione dei mandati diretti e appalti attribuiti dal Cantone alle ditte e ai liberi professionisti, evitando possibili concentrazioni, intese come numero di mandati ma anche come valore globale degli stessi; 3) nei rendiconti annuali dello Stato e degli enti sottoposti all'art. 7 cpv. 3 della legge commesse pubbliche effettuare la pubblicazione della lista dei mandati attribuiti, dando le spiegazioni in caso di superamento dei valori soglia per i concorsi pubblici stabiliti dalla legge commesse; 4) (:..) vigilare in modo particolare, e se del caso ad elaborare opportune direttive interne (sistemi di ricusa e informazione adeguata) su mandati che dovessero coinvolgere società vicine a funzionari e pensionati dello Stato (…); 5) verificare regolarmente l'adempimento degli obblighi inerenti alle istituzioni sociali e imposte (…); 6) vigilare sull'applicazione della trasparenza nell'ambito dei termini di legge (art. 7 cpv. 3 legge commesse pubbliche: pubblicità dei mandati pubblici e altre norme della legge) anche negli enti locali, ossia comuni, consorzi, ecc. In conclusione, che il Parlamento ticinese faccia un passo avanti nella modifica della legge sulle commesse pubbliche! Raoul Ghisletta, ex gran consigliere PS
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