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Raoul Ghisletta: star bene insieme a Lugano e a Locarno
Redazione
15 anni fa

Si sono conclusi a Lugano il Longlake festival e a Locarno il Festival del film (e prima ancora nella regione vi sono stati altri stupendi eventi culturali estivi). Tutto è filato liscio, non solamente dal profilo dei contenuti artistici e culturali, ma anche dal lato della convivenza e della gestione di flussi importanti di persone, anche se qualche passo avanti si deve fare ancora per il potenziamento del trasporto pubblico. Come ha giustamente detto il presidente Marco Solari, questo è avvenuto anche grazie al lavoro invisibile e prezioso di poliziotti/e e di operatori ecologici.Pertanto nessuna interrogazione del granconsigliere Lorenzo Quadri è stata necessaria (ed è già una notizia!) per stigmatizzare eventi negativi che coinvolgono facinorosi stranieri, perché migliaia di persone svizzere e straniere sono state assieme civilmente all’insegna della cultura e del divertimento intelligente. Si tratta di un piccolo grande miracolo di questi tempi, dove finiscono in prima pagina gli atti di estremisti e di teste calde di tutti i generi, che si nutrono di idee intolleranti, di giornali e siti che speculano sulla paura dell’altro e… di “carburanti” di ogni tipo.Sicuramente c’è un rapporto tra l’offerta culturale, la qualità dell’organizzazione e il comportamento delle persone aggregate a migliaia per diverse sere. Dove alla gente si offre principalmente birra, alcool, stupefacenti, non-valori e disprezzo per gli altri è molto più probabile che vi siano dei problemi di convivenza rispetto agli eventi che hanno come piatto forte la cultura, la tolleranza e l’apertura ad altre realtà tramite musica, film, teatro o poesia.L’estate ticinese è oggi caratterizzata da un buon livello culturale, che riscontra interesse anche da parte dei turisti, in particolare confederati: il che sopperisce anche un po’ ai guai della meteo e del caro franco. Come Ticinesi dobbiamo pertanto essere orgogliosi dell’ottimo lavoro svolto dagli operatori culturali, che hanno ideato e concretizzato questi eventi: infatti dobbiamo ricordare che si tratta di eventi sussidiati in modo decisivo dai poteri pubblici comunali, cantonali e talora anche federali, che appartengono pertanto ampiamente alla collettività.Bisogna fare in modo che simili eventi culturali di massa si estendano sull’arco dell’anno: in fondo il Ticino ha un clima sempre più mite che si presta a questa possibilità. Il consigliere comunale Stefano Fraschina propone ad esempio di reintrodurre la Festa della vendemmia a Lugano: recentemente tuttavia ho sentito alla nostra radio una vecchia intervista del prof. Ottavio Lurati, che ne denunciava i limiti culturali, dati dalla rappresentazione caricaturale delle figure contadine, in particolare nel corteo. Un semplice ritorno al passato appare pertanto improponibile, ma per contro una valorizzazione culturale del momento della vendemmia tramite spettacoli potrebbe essere una pista interessante su cui lavorare nelle due città lacustri. Riuscire a portare la cultura nella piazza con continuità nell’arco dell’anno mi sembra un’operazione importante e favorevole alla convivenza civile, tanto come quella di sostenere le strutture teatrali, i musei e i cinema per le élite culturali.

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