
Il Sindacato dei servizi pubblici VPOD ha depositato nel 2009 e nel 2011 due iniziative popolari per rivalutare la scuola dell’obbligo, quella comunale e quella media, che furono purtroppo colpevolmente dimenticate dal Cantone nello scorso decennio, quando il Dipartimento educazione si concentrò soprattutto sui bisogni emergenti del settore universitario. Fu un grave errore, perché senza una base formativa solida non si può pretendere di costruire l’eccellenza nel settore postobbligatorio ed universitario. Anche l’equità sociale esige un costante rinnovamento e investimento nella scuola dell’obbligo, per troppo tempo obbligata a barcamenarsi in riforme a costo zero. Purtroppo, ora, in tempi di vacche magre per il Cantone (ma non per numerosi ricchi Comuni) diventa più difficile far passare questo discorso di investimento nella formazione. I partiti cantonali di centro e di destra nicchiano sulla questione della riduzione degli allievi nelle classi di scuola comunale, e questo non solamente per quanto riguarda la proposta di riduzione a 20 allievi per classe al massimo nella scuola dell’infanzia ed elementare chiesta dall’iniziativa popolare. Essi frenano pure sul compromesso del Dipartimento educazione di Bertoli di effettuare una riduzione a 22 allievi per classe al massimo nella scuola elementare e media, rinviando il discorso per la scuola dell’infanzia al momento in cui sarà obbligatoria. Dobbiamo assolutamente ribadire la nostra impazienza per il ritardo accumulatosi nei lavori della Commissione scolastica del Parlamento ticinese, che impedirà la riduzione degli allievi da 25 a 22 al massimo per classe nelle scuole elementari e medie a partire dall’anno scolastico 2013/14, come proposta dal Governo nel messaggio 6713. Dobbiamo altresì ribadire l’esigenza di estendere la riduzione anche alle scuole dell'infanzia nel giro di pochi anni, in particolare quando la scuola dell'infanzia diventerà obbligatoria. Come Sindacato VPOD chiediamo al Consiglio di Stato anche un piano di rivalutazione dei salari delle/dei docenti delle scuole comunali, che sono molto bassi rispetto alle altre categorie di docenti, nonostante le/i docenti della scuola dell'infanzia e della scuola elementare necessitino di un bachelor per accedere alla professione (classe 22-24 docente scuola infanzia senza refezione, classe 24-26 docente scuola infanzia con refezione, classe 25-27 docente scuola elementare, classe 29-30 docente scuola media con titolo intermedio, classe 30-31 docente scuola media con titolo accademico, ecc.). Infine sollecitiamo pure lo sviluppo delle mense e dei doposcuola nelle scuole comunali, che il Consiglio di Stato sta affrontando nell’ambito della revisione della legge famiglie: il capitolo dei servizi extrascolastici riguarda il Dipartimento sanità e socialità ed è stato ripreso anche dalla recente iniziativa popolare “Asili nido di qualità per le famiglie”, consegnata dal sindacato VPOD poche settimane fa. Investire nella scuola dell’obbligo, nelle strutture extrascolastiche e nelle strutture per la prima infanzia è fondamentale per accompagnare la modernizzazione e lo sviluppo sociale del nostro Cantone. Il Ticino non è la Grecia, i soldi nei Comuni ricchi ci sono e bisogna andare a prenderli dove ci sono. La classe politica ticinese deve darsi una mossa e uscire dall’immobilismo e dalle sterili polemiche in cui vivacchia mese dopo mese, anno dopo anno, quadriennio dopo quadriennio. Le tante iniziative popolari che riescono a suon di migliaia di firme suonano la grancassa a una classe politica cantonale spesso litigiosa, che nel suo complesso lavora poco e male: il colmo dei colmi sarebbe che questa stessa classe politica, salvo eccezioni, poco produttiva tenga ferme nei cassetti le iniziative popolari, che nascono dal popolo per smuovere le acque stagnanti della politica cantonticinese. Raoul Ghisletta - segretario Sindacato VPOD Ticino
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