
A fine agosto il Governo indirà un nuovo incontro con i tre sindacati del settore pubblico per discutere il preventivo 2014: dato il disavanzo di 300 milioni previsto per il 2014, il Consiglio di Stato ha già preannunciato chiaramente ai sindacati la necessità di effettuare drastici tagli e aumenti di imposte per risanare il deficit strutturale. Diventa pertanto molto importante la definizione di una posizione comune dei tre sindacati di fronte ai grossi problemi che scaturiranno dal preventivo 2014. Occorre concretizzare la volontà di lottare per supportare le rivendicazioni e per contrastare i tagli, siano essi tagli delle condizioni di lavoro, siano essi tagli sul servizio pubblico (ivi comprese le privatizzazioni). Inoltre una posizione intersindacale forte e coerente presuppone anche un chiaro sostegno al reperimento di nuove entrate indispensabili per garantire il funzionamento dei servizi pubblici cantonali. Ancora in questi giorni vediamo che i soldi in Ticino ci sono. Il Ticino non è la Grecia, nonostante la destra tenti di fare ogni tanto del catastrofismo. Vi sono Comuni che chiudono i conti 2012 in nero, per cui è indubbio che occorra maggiore solidarietà tra il livello locale e quello cantonale, ritenuto che non pochi moltiplicatori comunali d’imposta sono bassi, il che va spesso a vantaggio delle persone più abbienti in Ticino. Le due nostre iniziative popolari costituzionali sull’assetto comunale –l’iniziativa per la solidarietà nel finanziamento dei servizi sociosanitari/scolastici di base (2012) e l’iniziativa per le aggregazioni e il rafforzamento dei Comuni (2013)- hanno un’evidente rilevanza a questo riguardo. È pertanto necessario un fronte sindacale compatto e determinato, che si fondi su poche ma chiare idee, per evitare uno sfaldamento dello stesso alle prime difficoltà come avvenuto nel 2012: 1) i tre sindacati devono opporsi ai tagli delle condizioni di lavoro e ai tagli sul servizio pubblico, ivi comprese le privatizzazioni, facendo capo ai mezzi sindacali (eventuale manifestazione da indire da parte dell’assemblea intersindacale; eventuale sciopero da adottare da parte dell’assemblea intersindacale dopo il fallimento delle trattative con il Governo) e democratici (eventuali referendum) a disposizione; 2) per uscire dalla crisi finanziaria strutturale del Cantone i tre sindacati devono sostenere la necessità di reperire nuove entrate per garantire il funzionamento dei servizi pubblici cantonali. L’invito alle colleghe e ai colleghi del settore pubblico cantonale e della scuola è di partecipare all’assemblea intersindacale del 26 giugno alle 18.00 alla Bricola di Rivera, che discuterà della difficile situazione che si prospetta e delle azioni sindacali da preventivare per l’autunno. Raoul Ghisletta segretario Sindacato VPOD Ticino
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