
Quanti milioni ha fatto perdere alle AIL SA l’investimento di 112 milioni di franchi nell’Alpiq deciso nel 2006 e caldeggiato da Bignasca/Quadri in netta polemica con AET? Quale nuova strategia intendono ora adottare le AIL SA?
1. La cronaca degli ultimi giorni fa sorgere pesanti interrogativi sull’investimento effettuato dalle AIL SA di Lugano nel 2006, allorquando la società elettrica cittadina investì ben 112 mio FrCH per acquisire una quota del 4.8% di Motor Columbus, una holding che deteneva una partecipazione rilevante nella società elettrica Aar & Ticino SA di Elettricità (Atel). È questa un’operazione veementemente appoggiata dal presidente della Lega dei Ticinesi, Giuliano Bignasca, che siede nel CdA delle AIL SA, il quale fu in aperta polemica con il Governo cantonale e con l’Azienda elettrica ticinese (AET): un’operazione purtroppo sostenuta da tutti i partiti luganesi, allettati dalle motivazioni meramente finanziarie fatte intravedere da UBS, venditrice delle azioni.2. Negli anni 2008 – 2009 si susseguirono cambiamenti societari nel gruppo Atel, che diedero vita all’attuale Alpiq Holding SA, di cui le AIL SA possiedono il 2.1%. AIL SA è consorziata con altre aziende svizzere, che complessivamente controllano circa il 31% di Alpiq Holding.Dal Rendiconto d’esercizio 2009 delle AIL SA, a pag. 7, si rileva che in quell’anno le AIL SA nel 2009 hanno ridotto la partecipazione in Alpiq Holding dal 2.8% al 2.1% nell’ambito di un “ribilanciamento” con altri azionisti e che tale operazione ha permesso di conseguire un “provento straordinario” non meglio specificato. Nel conto economico 2009 sono registrati ricavi straordinari per 19.9 mio FrCH, ma pure costi straordinari per 20.6 mio FrCH: importi significativi che non trovano alcuna spiegazione nel rapporto d’esercizio 2009 delle AIL SA.Analogamente nel Rendiconto d’esercizio 2010 delle AIL SA a pag. 21 si trovano ricavi straordinari di ca. 1 mio FrCH e costi straordinari di 7,8 mio FrCH, pure senza alcun commento.3. Nel corso degli ultimi anni si sono ripetuti (anche nell’ultimo numero) gli attacchi del “Il Mattino della domenica”, domenicale diretto e redatto dai due municipali luganesi Bignasca e Quadri, all’AET a riguardo degli investimenti effettuati. Va rilevato tuttavia come AET non abbia mai investito in Alpiq, e giustamente, in quanto si tratta di una società a scopo di lucro d’oltralpe in concorrenza per il controllo della produzione dell’energia in Ticino e che in futuro dovrà procedere alla riversione al Cantone delle centrali da essa controllate, sia totalmente (Lucendro a fine 2024), sia parzialmente (OFIBLE nel 2042, OFIMA Maggia 1 nel 2035 e OFIMA Maggia 2 nel 2048). Per questa scelta di autonomia energetica AET è stata criticata da Bignasca e Quadri. Si veda in proposito l’interrogazione n. 111.06 / 14.5.2006 del granconsigliere Lorenzo Quadri, che definiva l’acquisto delle azioni da parte di AIL SA “un investimento azzeccato” e “sicuro” in quanto era aumentato di valore in pochi mesi di quasi 58 milioni di FrCH: egli pertanto chiedeva al Consiglio di Stato i motivi per i quali AET non aveva investito nell’operazione Motor Columbus/Alpiq. Nella sua interrogazione Quadri si riferiva all’offerta da parte di UBS di azioni a FrCH 310/azione, con uno sconto del 20% sul corso di mercato di quel periodo.Nella risposta del 20.6.2006 all’interrogazione Quadri il Governo cantonale scriveva profeticamente: “Non si possono vantare "risultati" ogni volta che il corso delle azioni sale in borsa, e tacere quando scendono.” Il valore delle azioni di Alpiq è purtroppo evoluto molto negativamente, trasformando un’operazione finanziaria “azzeccata” e “sicura” in un’operazione finanziaria sbagliata e in perdita: per fortuna dei Ticinesi AET non ha investito in Alpiq, visto il precipitare delle azioni, mentre per sfortuna dei Luganesi le AIL SA lo hanno fatto.E sulla strategia contraria all’investimento in Alpiq adottata giustamente da AET nella medesima risposta del 20.6.200
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