
C’è da dubitare che il Natale sia lieto per i 26 precari, che non hanno ricevuto il rinnovo del contratto di inserimento professionale a Lugano. Contrariamente a quanto afferma il Sindaco di Lugano, per vari di loro le cose non erano affatto chiare. Vari lavoratori precari della Città infatti hanno sperato fino all’ultimo nel rinnovo, come già fatto in passato (la differenza sta forse nel fatto che le elezioni sono lontane?).
In realtà ci troviamo di fronte a lavoratori e lavoratrici che hanno avuto rinnovi contrattuali a catena e che nel diritto privato, dopo il terzo rinnovo nella medesima funzione, vanno considerati dipendenti assunti a tempo indeterminato. I loro lavori sono stati lavori veri e non per finta: ad esempio il taglio di erbacce e la raccolta di rifiuti per il “decoro urbano”.
Chiedo pertanto al lodevole Municipio. Cosa è stato fatto per accompagnare i partecipanti ai programmi di inserimento professionale nella ricerca di un lavoro stabile? Ritenuto che non è una soluzione fare ripiombare nell’assistenza delle persone che hanno ritrovato dignità professionale in occupazioni utili alla Città, cosa intende fare?
La Città non potrebbe attivarsi con i ricchi Comuni vicini per allargare il finanziamento di questi programmi di inserimento professionale, che vanno a beneficio anche dei cittadini di questi Comuni (molti dei quali lavorano a Lugano, fanno il giretto in Città al sabato e partecipano agli eventi di Lugano)?
Raoul Ghisletta, consigliere comunale PS
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