
Onorevoli consiglieri di Stato, vi trasmettiamo l’allegata petizione contro i tagli sul personale, previsti nel preventivo 2012, che ha raccolto ben 4'500 firme di dipendenti pubblici e parapubblici. Il personale manifesta il proprio malcontento per queste ulteriori misure di contenimento della spesa, che vanno ad accumularsi al centinaio di misure di risparmio a carico dei dipendenti pubblici e parapubblici prese nel passato i cui effetti si fanno ancora sentire. Questo ha portato gli stipendi nel settore pubblico ticinese, il cui potere d’acquisto è in netta e costante regressione negli ultimi 15 anni, a retrocedere agli ultimi posti delle graduatorie nazionali. Le misure poste a carico dei collaboratori, contenute nel preventivo 2012, sono la soppressione dell’indennità di economia domestica per dipendenti con figli a carico sino a 12 anni (Fr. 1'892,40 annui), la soppressione dell’agevolazione per i funzionari di polizia relativa al pagamento del premio infortuni non professionali e il blocco del pagamento delle ore straordinarie per determinate categorie. Prendiamo ovviamente atto in modo positivo che la Commissione della gestione e delle finanze propone l’abbandono del taglio dell’indennità di economia domestica, che avrebbe comportato per un dipendente con figli dell’età inferiore dei 12 anni la riduzione dello stipendio di Fr 1892,40 annui. Con la presente segnaliamo anche la nostra opposizione alla decisione del 29 novembre 2011 del Consiglio di Stato di vietare di principio ai sindacalisti l’accesso agli stabili amministrativi del Cantone per attività sindacali. Nella modalità di adozione si tratta dell’ennesima decisione che viene presa dal Governo senza discutere con i sindacati. Nel merito si tratta di una decisione contraria ai diritti sindacali e sproporzionata rispetto alla reale problematica. Dal lato giuridico, infine, riteniamo la decisione nulla in quanto contraria all’articolo 28 della Costituzione federale, all’articolo 26 della Costituzione cantonale e agli articoli della legge sui dipendenti pubblici relativi alla libertà sindacale, che riconoscono i sindacati e favoriscono la loro attività sul posto di lavoro. In un periodo di crisi e di difficoltà riteniamo che il dialogo e il partenariato sociale debba essere rafforzato Purtroppo costatiamo che il Consiglio di Stato va in una direzione totalmente opposta. In ogni caso ribadiamo la necessità di avviare reali discussioni sugli innumerevoli problemi esistenti e a voi ben noti.
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