
La popolazione del Canton Ticino ha l’occasione, il prossimo 28 novembre, di evitare di commettere gli errori di molti altri Cantoni: per questo faccio un ultimo appello a votare NO alla nuova legge sull’impiego pubblico. La meritocrazia, propinata dalla fallita azienda Arthur Andersen, è un credo fallimentare! L’esperienza recentemente fatta con la meritocrazia negli altri Cantoni (Zurigo, Berna) è negativa. Vi sono anche conclusioni empiriche di esperti di management, come la prof. Margit Osterloh dell’Università di Zurigo, che sottolineano l’importanza dell’equità salariale per motivare i dipendenti. La professoressa Osterloh ritiene dannosa la meritocrazia per le amministrazioni pubbliche, perché crea ingiustizie, le quali peggiorano il clima di lavoro e demotivano gli impiegati, che si sentono valutati in modo soggettivo. Ella individua altri e migliori strumenti di motivazione del personale in un’amministrazione, che svolge compiti complessi e non facilmente misurabili: ad esempio i colloqui tra dirigenti e personale volti a fare il punto della situazione del lavoro e le lodi a chi lavora bene, cui aggiungerei anche la formazione continua (vedi intervista pubblicata sul sito www.vpod-ticino.ch). Se passa la nuova legge in Ticino vi sarà un aumento dei favoritismi personali e partitici in seno all’amministrazione cantonale e parapubblica, con conseguenti lamentele di molti dipendenti, come abbiamo già visto nel caso dell’attribuzione dei premi annuali legati al famoso art. 7bis legge stipendi, sospeso alcuni anni fa dal Governo stesso. Sono solamente i dirigenti di certi partiti a non rendersene conto o a far finta che ciò non possa accadere… Da ultimo la nuova legge stipendi crea le basi legali nell’amministrazione cantonale per introdurre bonus salariali sul modello delle banche. Il nuovo articolo 7a della legge stipendi conferisce al Governo la facoltà di dare dei bonus annui (“gratificazioni straordinarie”) con un importo illimitato. Inoltre, sempre contrariamente alla situazione attuale, il Governo potrà dare il bonus anche agli alti funzionari inseriti nelle nuove classi tra i 165'000 e i 225'000 Fr (è un’altra novità negativa della nuova legge, che in periodo di crisi amplia la fascia di aumento degli stipendi degli alti funzionari). La consigliera Sadis obietta che ci sarà un regolamento con limiti analoghi a quelli attuali: ma come si dice, “passata la festa, gabbato lo santo”. Il regolamento stipendi lo fa il Consiglio di Stato, in pratica lo fa direttrice del DFE, e non il Parlamento. E per contrastare la modifica di un regolamento governativo non vi sarà più alcuna possibilità di referendum popolare. No quindi a questa pericolosa modifica di legge. Raoul Ghisletta, capogruppo PS e segretario cantonale VPOD Ticino
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