
Migliori condizioni di lavoro e meno intolleranzaL’ultimo esempio lo abbiamo avuto nel settore delle case anziani: la maggioranza dei datori di lavoro ha disdetto per la fine del 2013 il contratto collettivo di lavoro che tutela dal 1995 ca. 2'000 lavoratrici. Essi hanno dato la disdetta con il solo scopo di licenziare più facilmente il personale e di non riconoscere le ore di lavoro svolte di notte e nei festivi secondo le norme vigenti presso gli ospedali e le cliniche (come sancito dal Tribunale federale nella sentenza Orange). Simili atti di prepotenza sono anche suicidali, poiché renderanno sempre più difficile trovare personale indigeno nelle case anziani: sarà allora inevitabile doversi sempre più rivolgere all’estero, per la gioia della Lega (e non solo il Lombardia e nel Piemonte, ma ancora più lontano). Infatti il settore delle case anziani è un settore dove i bisogni crescono continuamente: in base alla pianificazione adottata nelle scorse settimane dal Gran Consiglio di qui al 2020 si dovranno creare 640 nuovi posti letto nelle case anziani. In totale i posti letto nelle case anziani saranno 5'059 nel 2020. Domandiamoci quindi chi si occuperà di curare, pulire, cucinare e assicurare la gestione delle case anziani. Per non parlare dello sviluppo che conoscono i servizi di assistenza e cura a domicilio e le badanti, pure ambiti dove il contratto collettivo di lavoro è lungi dall’essere completo e sufficiente a seguito dell’ostruzione di grossi datori di lavoro privati come Internursing e Spitex Città-Campagna. Ma potrei parlare anche del settore degli asili nido e dei servizi extrascolastici, dove le condizioni di lavoro sono sovente carenti per via dell’insufficiente finanziamento. Per questo il 19 ottobre mattina il Sindacato VPOD invita i cittadini a manifestare in Piazza Manzoni a Lugano. Vogliamo rispondere agli attacchi dei datori di lavoro scorretti che si approfittano della debolezza del personale, applicando la politica del “mangia la minestra o salta finestra”. Vogliamo opporci ai tagli dell’ente pubblico che si prospettano sui servizi sociosanitari, sulle mense, sulla scuola e sui posti di lavoro. Ma intendiamo anche dire basta ai deliri degli organi della Lega dei Ticinesi, che aizzano i lavoratori e i residenti contro i lavoratori stranieri e i sindacati, senza mai muovere un dito a favore di migliori condizioni di lavoro in Ticino. E senza mai dire nulla contro i datori di lavoro e i cittadini privati scorretti, che chiamano lavoratori e padroncini dall’estero per farli lavorare sottocosto e a scapito dei datori ticinesi corretti. Concludo facendo rimarcare che il municipale e consigliere nazionale Lorenzo Quadri è il chiaro ispiratore di questa comunicazione incendiaria della Lega, per di più in una Città che conta il 40% di stranieri. Nell’articolo a pagina 4 dell’ultimo Mattino della domenica ha apostrofato i suoi avversari di sinistra con i seguenti epiteti: “kompagnuzzi, moralisti a senso unico ed in funzione partitica, partito dell’odio, paladini della libera circolazione ad oltranza” (dovrebbe perlomeno riconoscere che ci siamo sempre battuti per misure accompagnatorie, le quali sono state annacquate o affossate dal centrodestra e dalla destra), “spalancatori delle nostre frontiere alla criminalità d’importazione” (certo, ci divertiamo a far venire assassini e ladri), “rottamatori della piazza finanziaria, fautori del multiculturalismo completamente fallito, del burqa simbolo della libertà”, sinistra che “organizza manifestazioni contro la libertà di stampa e contro un giornale”, lasciando intendere che magari in futuro passeremo ad “una bella spedizione punitiva in via Monte Boglia”. Siamo alla paranoia: e costui dovrebbe diventare il vicesindaco della Città di Lugano? È nostro diritto in ogni caso manifestare pacificamente per condizioni economiche e sociali adeguate in Ticino, allo scopo di tagliare l’erba sotto i piedi all’intolleranza, alla xenofobia e al fascismo, ch
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