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Raoul Ghisletta - L’imbarazzante peso di tagli e sacrifici
Redazione
12 anni fa

L’assunzione di responsabilità e l’onestà intellettuale non sono mai stati il forte della Lega, ma a tutto c’è un limite. Ho fatto un salto sulla sedia di recente sentendo il Sindaco Marco Borradori, che commentava il preventivo 2014 lacrime e lacrime della Città: aumenti del moltiplicatore d’imposta, riduzione dei doposcuola, aumenti di tariffe varie, diminuzione dei programmi per i disoccupati. Per il preventivo lacrime e sangue aspettiamo il 2015, visto che prosegue il degrado costante dei conti cittadini. Il nuovo Sindaco di Lugano dice che lui non c’entra nulla con la situazione, ma omette di dire che a comandare nel quinquiennio precedente a Lugano era la linea finanziaria demenziale di Nano Bignasca, ossia fare tante spese e mantenere imposte comunali ad un livello insufficiente per coprire le spese e gli investimenti: secondo Bignasca tanto la Città si poteva indebitare a costi bassi! Medesimo discorso per il Cantone… Su questa linea assurda di Bignasca si era appiattito anche il Partitone luganese dell’ex Sindaco Giudici, che ha sempre avuto una debolezza intellettuale per la costola leghista e che temeva di perdere le elezioni. Nella Lega poi c’è ancora oggi quell’anima nera di Lorenzo Quadri, che dal Municipio e dalle colonne del Mattino continua la linea irresponsabile di Bignasca, come se nulla fosse sostanzialmente cambiato. Il suo gioco giornalistico è semplice: far dimenticare ai cittadini le lacrime, denigrando sistematicamente gli avversari, cercando capri espiatori e inventando fandonie roboanti… tutto fa brodo per far credere che la Lega non ha mai alcuna responsabilità e ha sempre ragione.

La realtà è ben diversa. Consistenti strati della popolazione del Cantone e della Città vivono crescenti emergenze, che possono essere affrontate e tenute sotto controllo solamente da enti pubblici con finanze sane e con la volontà di adottare leggi serie per regolare i problemi, frenare i prepotenti e tutelare i deboli. Pensiamo ad esempio al disagio di chi non ha lavoro, alla precarietà di chi lavora su chiamata, alla mancanza di contratti collettivi di lavoro che deprime il livello dei salari, all’insufficienza di mense e doposcuola per le donne lavoratrici, ai prezzi abnormi degli alloggi in città, ai crescenti premi casse malati. Dove sono le soluzioni politiche dei partiti liberisti e populisti? Malgrado abbiano il potere dei numeri dalla loro parte, essi combinano poco o nulla. Ma questi politici fino a quando potranno dire che non hanno responsabilità nella situazione odierna? E fino a quando potranno scaricare le colpe sugli altri ed essere creduti?

Raoul Ghisletta, presidente PS Lugano

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