
Come ben sa chi ha visto l’ultimo film di Ken Loach la “parte degli angeli” in Scozia è quel 2% di whisky, che evapora dalle botti di legno e finisce in godimento a questi esseri celesti, che accompagnano gli uomini nella vita quotidiana, proteggendoli dalle disgrazie. Ma Glasgow non è Lugano. Gli angeli di Lugano non se la passano così bene e come sindacalista ho raccolto le loro lamentele. C’è un po’ di malumore tra di loro perché aspettano da anni che la loro antica funicolare sia rivitalizzata o perlomeno mantenuta in vita con un restauro conservativo da parte del Municipio. E tra gli angeli pipidini c’è anche preoccupazione perché in aprile un Angelo in Municipio rischia di essere addentato da un famelico “amico”. Ma sopratutto tutti gli angeli luganesi sono sul piede di guerra per il fatto che, a parte qualche benefica ventata alcoolica esalata dalle cantine della Città di Lugano e della Fattoria Moncucchetto, sono prevalentemente soffocati da un inquinamento atmosferico pesante e diffuso, che tra l’altro fa a pugni con la vocazione turistica della Città propagandata dall’angelico capo dicastero Quadri. Il rumore, le polveri fini e i gas la fanno infatti da padrone nelle esalazioni verso il cielo sopra la Città. Il Piano della viabilità del polo luganese sembra insufficiente per ridurre il traffico motoristico nel centro e addirittura c’è il rischio che dopo le elezioni la Lega dei Ticinesi lo azzoppi, tagliando tutto quello che c’è di buono per migliorare la qualità di vita a Lugano. Gli angeli dall’alto ben vedono che ci vorrebbero più mezzi pubblici, che viaggino su corsie preferenziali più numerose, per sostituire le colonne di auto puzzolenti, che finiscono nei posteggi sotterranei privati e negli autosili comunali, fortemente voluti dal Sindaco e da Giuliano Bignasca. Essi sono molto delusi anche dalla recente decisione del Municipio di Lugano a favore del raddoppio del tunnel del Gottardo, che se attuata dalla Confederazione significherebbe tosto o tardi far affluire nuovi camion lungo l’autostrada che passa per Lugano. Gli angeli di Lugano dal cielo vedono anche che ci vorrebbe molto più rispetto per gli alberi, per i giardini, per le villette novecentesche e per le aree verdi della grande Lugano, sempre più preda della speculazione edilizia. La battaglia tra i politici in Municipio e in Consiglio comunale infuria su questi temi, ma in molti casi i buoi sono fuori dalla stalla: il piano regolatore attuale consente di costruire fino a 7 piani quasi dappertutto in Città! Anche a livello energetico la Città di Lugano preoccupa gli eterei esseri: mentre il Municipio di Bellinzona nel 2012 ha deciso di rinunciare all'acquisto di energia prodotta dalle centrali atomiche e ha ordinato alle Aziende municipali di anticipare gli obiettivi federali di abbandono del nucleare, il Municipio di Lugano ha deciso di non fare nulla, per cui le Aziende industriali di Lugano continueranno a vendere energia nucleare, a meno che i politici del Consiglio comunale non glielo ordinino adottando una modifica del regolamento comunale da lungo tempo in stand by presso una Commissione. I pericoli del nucleare per la salute e per la sicurezza della popolazione e dell’ambiente sono grossi e gli angeli luganesi lo sanno, perché ben informati dai colleghi giapponesi, rimasti fortemente contaminati nel marzo del 2011 a Fukushima. Ma per le Aziende industriali di Lugano, sostenute dalla maggioranza del Municipio di Lugano, “l’energia nucleare rappresenta attualmente ancora un vettore imprescindibile per garantire l’aprovvigionamento elettrico.” C’è dunque una forte preoccupazione ambientale tra gli angeli luganesi, che non mancherà di manifestarsi alle prossime elezioni comunali. Raoul Ghisletta, consigliere comunale PS Lugano
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