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Raoul Ghisletta: Investire di più nella formazione per tutti!
Redazione
15 anni fa

Se vuole avere dei giovani capaci di inserirsi nel mondo di oggi, la Svizzera deve investire di più nella formazione: le richieste dell’economia ai giovani lavoratori sono crescenti, la concorrenza è sempre più rude, le conoscenze evolvono in termini molto rapidi, lo spirito critico deve essere sempre maggiore per farsi strada. Per questo Confederazione, Cantone e Comuni devono avere il coraggio di investire di più nella formazione dei giovani e nell’aggiornamento dei lavoratori. Occorre dire basta alla politica dei tagli finanziari sulla formazione, che purtroppo negli ultimi anni ha colpito tutti i settori del sapere, della formazione e della ricerca. La Svizzera, in questo forte momento di crisi internazionale, deve tornare ad essere un paese faro nella formazione e nella ricerca: abbiamo i mezzi e le capacità di farlo!

 

Dobbiamo cominciare da Comuni e Cantoni, che devono modernizzare le scuole comunali e la scuola media, ad esempio con la riduzione del numero massimo degli allievi da 25 a 20 per classe, con la generalizzazione di mense e doposcuola, con il potenziamento del sostegno agli allievi in difficoltà e con la riorganizzazione delle scuole. La Confederazione dal canto suo deve potenziare i mezzi a disposizione delle scuole per apprendisti, allargando la cultura generale e la conoscenza delle lingue, come pure sostenere maggiormente le aziende che formano apprendisti. Anche le scuole a tempo pieno vanno maggiormente valorizzate a livello federale, evitando l’eccessiva burocratizzazione del mestiere di docente.

 

Un passo ulteriore da parte della Confederazione deve avvenire nel sostegno della formazione continua dei lavoratori, nel potenziamento degli incentivi alla ricerca e nel sostegno alle facoltà universitarie e ai politecnici. In particolare devono essere sostenute le materie scientifiche e le materie culturali, che danno una solida formazione agli studenti, lasciando perdere le facili mode. È importante anche assicurare ai docenti di tutti gli ordini condizioni di lavoro dignitose: senza di esse è veramente difficile insegnare bene ed è da troppi anni che i manager del settore della formazione li stanno spremendo come limoni, invece di sostenerli nel difficile compito dell’insegnamento.

 

Infine un ripensamento deve essere fatto anche a livello di formazione pedagogica: la Confederazione deve intervenire emanando delle disposizioni più ragionevoli di quelle messe in piedi dalla Conferenza dei direttori della pubblica educazione, che scoraggiano sempre più giovani dall’intraprendere il mestiere di docente.

Raoul Ghisletta, PS

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