
Il Comitato del Sindacato VPOD Ticino, riunitosi il 22 agosto 2012, si oppone ad ogni tentativo del Consiglio di Stato di scaricare anche solamente un franco del deficit cantonale, vero o presunto, sulle spalle dei dipendenti. I dipendenti pubblici in Ticino hanno già contribuito per numerosi anni a limitare le uscite del Cantone, vedendosi decurtare il salario per somme che possono arrivare a testa e in totale a decine di migliaia di franchi: mancata compensazione del carovita, blocco degli scatti d’anzianità, contributi salariali di risanamento, tagli sugli stipendi iniziali, riduzione degli stipendi dei supplenti, ecc. Il personale pubblico ticinese è stato il peggio trattato a livello svizzero negli ultimi quindici anni: nessun altro Cantone ha tagliato così tanto sulle condizioni di lavoro del personale… E il Governo ticinese vorrebbe continuare a farlo! Infatti il Governo cantonale, dopo che a luglio nell’incontro con i sindacati ha frustrato le attese di recupero salariale dei suoi dipendenti e ha licenziato il messaggio che riduce le pensioni per gli anni a venire (per talune categorie di età il peggioramento delle rendite va sino al 20%), in agosto ha lasciato trapelare indiscrezioni in base alle quale sono in preparazione nuovi tagli sul personale (blocco degli scatti annui, contributo salariale di risanamento). Questi nuovi tagli andrebbero tra l’altro a cumularsi con l’aumento dei premi pagati dai dipendenti per la Cassa pensioni dal 2013. I dipendenti pubblici in Ticino sono sufficientemente infuriati e decisi ad ottenere quanto meritano: abolizione delle misure di risparmio che penalizzano i giovani e i supplenti, salari dignitosi, copertura pensionistica adeguata. L’autunno sarà caldo per ottenere i miglioramenti contrattuali e sarà infuocato per battersi contro nuovi tagli. Il Sindacato VPOD Ticino sosterrà appieno questa lotta, ricorrendo all’impiego di tutti i mezzi a disposizione. Raoul Ghisletta, Sindacato VPOD Ticino
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