
Il capodicastero formazione di Lugano che sfrutta la paura del virus a scuola!
Siamo in democrazia e chiunque ha la libertà di scrivere nel rispetto degli altri. Ma ci sono politici che si sentono i detentori del vangelo e che stanno sfruttando in modo vergognoso la paura del coronavirus per denigrare quanto le autorità stanno cercando faticosamente di ricostruire.
Di ricette sicure di fronte a un virus come il Covid 19 non ce ne sono, per via delle sue caratteristiche nuove, tra cui il periodo di incubazione relativamente lungo, la forte contagiosità e il fatto che colpisca in modo asintomatico parecchie persone. Il Consiglio federale e il Consiglio di Stato si appoggiano agli esperti che analizzano centinaia di documenti per capire come muoversi e per far ripartire i vari ambiti della società, dall’economia alla scuola allo sport alla cultura: tutti ambiti importanti, ovviamente, che occorre riaprire in sicurezza. Si può avere pareri diversi sul fatto che le autorità si muovano correttamente: ma la verità è che si potrà giudicare solamente a posteriori, perché ci si muove in un ambito poco conosciuto.
Lorenzo Quadri ha superato ogni decenza nell’edizione del 10 maggio del Mattino della domenica, infarcito di attacchi gratuiti al consigliere di Stato Manuele Bertoli e ai 16 consiglieri comunali che hanno interrogato il Municipio sulla riapertura delle scuole a Lugano. Quadri, purtroppo spalleggiato dal sindaco, semina la paura e si chiama fuori da ogni responsabilità sulla riapertura parziale e prudentissima delle scuole dell’obbligo ticinesi. Troppo facile visto che gli istituti scolastici hanno un’ampia autonomia nelle modalità di riapertura e che lui è il capo dicastero del maggiore istituto scolastico ticinese. Come verranno applicate le misure di sicurezza per gli allievi e i docenti dipende ovviamente anche da lui e di questo se ne deve preoccupare, visto il suo ruolo di capodicastero formazione (peraltro ricandidato per un nuovo mandato).
Nei suoi scritti faziosi Lorenzo Quadri omette poi di scrivere che la proposta del Dipartimento sulla riapertura è stata elaborata con il concorso del sindaco di Capriasca, Andrea Pellegrinelli (un politico di ben altro spessore e senso di responsabilità) e di altri rappresentanti comunali: la maggioranza dei rappresentanti dei comuni partecipanti al gruppo di lavoro ha avallato la proposta finale del DECS. Altro che diktat!
L’insegnamento a distanza effettuato dalla scuola dell’obbligo a partire dal 16 marzo scorso ha avuto l’indubbio merito di mantenere un legame tra la scuola e gli allievi nel periodo di chiusura delle scuole. Ringraziamo tutti i docenti e i funzionari competenti, che hanno saputo organizzare questa impegnativa fase. Ciononostante l’insegnamento a distanza comporta la crescita degli aspetti inegualitari, visto che a casa gli allievi sfavoriti socialmente e culturalmente non dispongono di sufficienti risorse tecniche e di sufficiente sostegno parentale. Prolungare per numerosi allievi la mancanza di scuola in presenza dal 16 marzo a inizio settembre significa dettare un periodo di sospensione dell’insegnamento in presenza di 6 mesi, il che è oggettivamente un periodo molto lungo e penalizzante.
Contrariamente a quanto equivoca Quadri il carattere obbligatorio della ripresa scolastica in presenza sancito per le scuole elementari, senza prevedere sanzioni per chi non lo rispetta, non è segno di confusione del DECS. Le istituzioni scolastiche non prenderanno sanzioni contro i genitori che non invieranno i ragazzi a scuola, ma li sensibilizzeranno sull’importanza della frequenza della scuola in presenza. Le famiglie che non invieranno i figli a scuola non avranno infatti più diritto all’insegnamento a distanza e quindi i loro ragazzi non potranno progredire scolasticamente, oltre al fatto importante che non potranno riprendere contatto diretto con i compagni e i docenti. Infatti a partire dall’11 maggio la scuola a distanza sarà impossibile da organizzare e implementare per i docenti impegnati nella scuola in presenza.
Infine è dovere del capodicastero Quadri, invece di disinformare, dare al più presto due informazioni importanti per la popolazione di Lugano, che sono state richieste nell’interrogazione del 3 maggio firmata da 16 consiglieri comunali di tutti i partiti (salvo Lega-UDC) di Lugano:
intende il Municipio di Lugano sfruttare il margine dato dalle Direttive cantonali DECS (punto 12 delle Misure organizzative) per riaprire la refezione alla scuola dell’infanzia e le mense della scuola elementare a tutti coloro che ne hanno bisogno a Lugano?Intende il Municipio di Lugano adoperarsi per mettere a disposizione delle famiglie del Comune le colonie estive diurne e i servizi di accudimento dei bambini per le famiglie luganesi durante la prossima estate?
Capodicastero Quadri, sia dia finalmente da fare seriamente!
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