
Il Natale è finito. È stato un Natale sobrio. La gente avverte la crisi: meno caviale e meno champagne, più prodotti locali e più regali utili, …salvo qualche eccezione. Tra le eccezioni esagerate da segnalare vi è sicuramente l’articolo prenatalizio dell’onorevole Lorenzo Quadri, che il 24 dicembre ha chiesto a Babbo Natale regali fiscali per ben 340 milioni di franchi all'anno (190 milioni a carico del Cantone e 150 milioni a carico dei Comuni), lamentandosi che la "cattiva" maggioranza del Parlamento ticinese il giorno prima abbia bocciato sonoramente la sua iniziativa popolare a favore dell’ennesima defiscalizzazione in Ticino. Chiaramente, lui, che percepisce lo stipendio di consigliere nazionale e lo cumula con quello di municipale a Lugano, fa parte del ceto medio e ha ben diritto di lamentarsi, avvertendo sulla sua delicata pelle l'eccessivo (a suo dire) carico fiscale esistente in Ticino. E questo contrariamente a quanto accade per i ceti modesti -aggiunge il nostro bionorevole- i quali (oh che scandalo!) sono fiscalmente favoriti nei ben noti confronti intercantonali. Si consoli, tuttavia, il due volte onorevole Quadri: contrariamente ad altri lavoratori pubblici e privati, egli nel 2013 non avrà da pagare la crisi finanziaria con una riduzione dello stipendio. Se però fosse subentrato al presidente del Governo e candidato a Sindaco di Lugano (come dovrebbe accadere in un Paese democratico con regole chiare), egli avrebbe subito nel 2013 un taglio del 3% dell’onorario di consigliere di Stato: si tratta infatti di un taglio votato il 23 dicembre dalla maggioranza del Parlamento ticinese, per contenere il buco strutturale di 200 milioni, che è stato causato dalla politica degli sgravi fiscali perorata da Quadri & Co e dai riversamenti di oneri federali e comunali sui conti cantonali. Certo, e, si capisce bene, per l'onorevole Quadri è meglio continuare a percepire il doppio stipendio di consigliere nazionale e di municipale di Lugano, un doppio onorario che non conoscerà riduzioni di sorta, evitando le grane che avrebbe trovato finendo in un governo cantonale tutto preso a risanare le finanze. Ma che almeno, su tale doppio e integro reddito, l'onorevole Lorenzo paghi delle congrue imposte e non vada a chiedere al popolo ticinese di ridurgli le imposte con la sua sballata iniziativa popolare! Raoul Ghisletta, consigliere comunale PS Lugano
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

