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Raoul Ghisletta - Finalmente più posti per i giovani nel settore sanitario?
Redazione
12 anni fa

Lunedì 26 gennaio il Parlamento ticinese ha accolto una mia mozione del 21 giugno 2010, intitolata “Fissazione di obiettivi di formazione del personale sanitario nelle leggi e nei contratti di prestazione che regolano i rapporti tra Cantone ed enti sociosanitari”. La mozione riprendeva a dire il vero la sostanza di una precedente mia mozione del 2001, accolta dal Gran Consiglio nel 2003 e purtroppo mai attuata.

La questione è semplice ed importante in quanto si tratta di:- formare sufficienti operatori sanitari per i bisogni del Cantone;- favorire l'accesso a posti di lavoro qualificati per i residenti;- garantire condizioni contrattuali, indennità e salari unitari per gli allievi e gli apprendisti del settore sanitario.

C’è voluta la tenacia e la competenza del deputato dr. Roberto Malacrida per vincere le resistenze del Consiglio di Stato, che purtroppo ha combattuto la mozione del 2010 in nome di un malcelato approccio liberista alla sanità. In Svizzera dobbiamo veramente cambiare mentalità e puntare sul concetto di servizio pubblico nella sanità! La sanità non è un business privato! Tra i compiti pubblici del settore sanitario rientra anche la formazione dei giovani in Svizzera. I bisogni crescenti di personale sociosanitario devono essere per quanto possibile soddisfatti assumendo giovani del posto e migliorando le retribuzioni nei periodi di apprendistato. Ma non bastano gli slogan facili, occorrono delle condizioni precise per formare più giovani in ambito sanitario in Ticino.

Come conclude il rapporto sulla mozione occorre negoziazione concordata tra il Governo, l’Ente ospedaliero cantonale (che ha sempre fatto la sua parte) e le Cliniche private per prevedere in modo equo l’offerta di posti di stage. Ovvio, senza posti di stage non si possono formare degli allievi nelle scuole sanitarie! Il rapporto accoglie poi anche la creazione di un sistema bonus/malus a seconda dei posti di stage, che i singoli istituti offrono o non offrono, secondo la soluzione in atto nei Cantoni Berna, Zurigo, Lucerna e Argovia. Niente di nuovo sotto il sole, come si scriveva nelle mozioni del 2010 e del 2001.

Ci arriverà anche il Dipartimento sanità e socialità ad attuare queste cose in Ticino o vincerà ancora la politica della colpevole inerzia e passività?

Raoul Ghisletta

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