
Il recente studio di Avenir Suisse sul ceto medio fa molto discutere. Quali misure devono essere prese per rafforzare il ceto medio? Sicuramente tante. Tra di esse vi è quella di garantire al ceto medio l’accesso alle strutture extrascolastiche (ma anche formative e sociosanitarie) senza penalizzazioni, come chiesto più volte dalla sinistra anche in Ticino. A Lugano sull’idea tutti sembravano d’accordo. E invece anche qui la destra predica bene e razzola male. Nella prossima sessione del Consiglio comunale di Lugano di lunedì 4 febbraio si discuterà del potenziamento della scuola dell’infanzia a orario prolungato, delle mense scolastiche e del doposcuola. Il messaggio arriva sui banchi del legislativo dopo una lunga gestazione iniziata nel settembre 2004 con una mozione delle consigliere comunali, che è stata approvata dal consiglio comunale nel 2005. Grande è stato il lavoro della municipale Nicoletta Mariolini per concretizzare la decisione del 2005. Il Municipio ha licenziato il messaggio in data 16 aprile 2012, che prevede importanti investimenti, regole nuove e nuovi posti di lavoro socialmente utili. E che succede ora in consiglio comunale a Lugano? In contrapposizione ai due rapporti di maggioranza favorevoli al potenziamento dei servizi extrascolastici (quello della commissione speciale e quello della commissione della gestione) vi è innanzi tutto un rapporto negativo della minoranza della commissione della gestione, firmato da quattro consiglieri liberali e leghisti, che si oppone per ragioni filosofiche e contabili al potenziamento delle mense e dei doposcuola. Ma non finisce qui. A cinque minuti a mezzanotte spunta anche un emendamento del consigliere Stefano Fraschina a nome di tutta le Lega dei ticinesi, che vuole impedire al ceto medio luganese l’accesso alle scuole ad orario prolungato, alle mense e ai doposcuola, fissando un limite di stipendio lordo di 100'000 Fr. Fraschina vuole di fatto escludere dai servizi extrascolastici di Lugano i bambini di un operaio che ha uno stipendio lordo annuo di 60’000 Fr e che è coniugato con un’impiegata che ha uno stipendio lordo di 40'001 Fr. In questo modo Fraschina e la Lega penalizzano pesantemente il ceto medio e scoraggiano l’accesso al mercato del lavoro delle donne appartenenti al ceto medio, mentre in tutta Europa si cerca di favorirlo. Come andrà a finire in consiglio comunale? Il ceto medio sarà penalizzato dalla destra?
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

