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Raoul Ghisletta - Figli di operai ed impiegati esclusi dalle mense a Lugano?
Redazione
14 anni fa

Il recente studio di Avenir Suisse sul ceto medio fa molto discutere. Quali misure devono essere prese per rafforzare il ceto medio? Sicuramente tante. Tra di esse vi è quella di garantire al ceto medio l’accesso alle strutture extrascolastiche (ma anche formative e sociosanitarie) senza penalizzazioni, come chiesto più volte dalla sinistra anche in Ticino. A Lugano sull’idea tutti sembravano d’accordo. E invece anche qui la destra predica bene e razzola male. Nella prossima sessione del Consiglio comunale di Lugano di lunedì 4 febbraio si discuterà del potenziamento della scuola dell’infanzia a orario prolungato, delle mense scolastiche e del doposcuola. Il messaggio arriva sui banchi del legislativo dopo una lunga gestazione iniziata nel settembre 2004 con una mozione delle consigliere comunali, che è stata approvata dal consiglio comunale nel 2005. Grande è stato il lavoro della municipale Nicoletta Mariolini per concretizzare la decisione del 2005. Il Municipio ha licenziato il messaggio in data 16 aprile 2012, che prevede importanti investimenti, regole nuove e nuovi posti di lavoro socialmente utili. E che succede ora in consiglio comunale a Lugano? In contrapposizione ai due rapporti di maggioranza favorevoli al potenziamento dei servizi extrascolastici (quello della commissione speciale e quello della commissione della gestione) vi è innanzi tutto un rapporto negativo della minoranza della commissione della gestione, firmato da quattro consiglieri liberali e leghisti, che si oppone per ragioni filosofiche e contabili al potenziamento delle mense e dei doposcuola. Ma non finisce qui. A cinque minuti a mezzanotte spunta anche un emendamento del consigliere Stefano Fraschina a nome di tutta le Lega dei ticinesi, che vuole impedire al ceto medio luganese l’accesso alle scuole ad orario prolungato, alle mense e ai doposcuola, fissando un limite di stipendio lordo di 100'000 Fr. Fraschina vuole di fatto escludere dai servizi extrascolastici di Lugano i bambini di un operaio che ha uno stipendio lordo annuo di 60’000 Fr e che è coniugato con un’impiegata che ha uno stipendio lordo di 40'001 Fr. In questo modo Fraschina e la Lega penalizzano pesantemente il ceto medio e scoraggiano l’accesso al mercato del lavoro delle donne appartenenti al ceto medio, mentre in tutta Europa si cerca di favorirlo. Come andrà a finire in consiglio comunale? Il ceto medio sarà penalizzato dalla destra?

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