
I risultati regionali di PISA 2009 rimettono al centro del dibattito politico importanti elementi di riflessione sulla scuola ticinese dell’obbligo, poiché mostrano come i risultati scolastici siano invariati rispetto al 2000, senza progressi significativi. Da oltre dieci anni il Sindacato VPOD mette in evidenza la necessità di investire maggiormente nella scuola dell’obbligo, affinché il modello integrativo non sia un giorno rimesso in questione e il lavoro di formazione degli allievi ottenga dei risultati conformi alle esigenze della società. Purtroppo da oltre dieci anni il Cantone si dibatte nelle secche delle discussioni su come far quadrare i conti e sui tagli da effettuare, cosa che ha penalizzato molto il suo sistema educativo integrativo.A fronte dell’immobilismo della politica ticinese nel 2009, con l’appoggio di un gruppo di associazioni scolastiche e della sinistra, abbiamo consegnato al Parlamento ticinese l’iniziativa popolare “Aiutiamo le scuole comunali – Per il futuro dei nostri ragazzi”, che chiede la riduzione del numero massimo degli allievi per classe da 25 a 20, la generalizzazione di mense e doposcuola, il potenziamento del sostegno agli allievi in difficoltà, nonché una riorganizzazione delle scuole comunali tesa a migliorarne la qualità.Nelle scorse settimane poi il Sindacato VPOD ha consegnato al Parlamento una seconda iniziativa popolare sulla scuola dell’obbligo, denominata "Rafforziamo la scuola media - Per il futuro dei nostri giovani”, che avanza varie proposte, tra cui la riduzione a 20 del numero massimo di allievi per classe, la generalizzazione di mense e doposcuola, il potenziamento dei docenti di classe (raddoppio dello sgravio orario) e del monte ore, lo sviluppo dell’orientamento scolastico e professionale, una dotazione più adeguata del personale di biblioteche e segreterie scolastiche, una migliore collaborazione tra scuole medie e Comuni.Entrambe le iniziative popolari sono state sottoscritte da 10'000 cittadini ed esprimono la volontà di migliorare la scuola dell’obbligo in Ticino, esigenza condivisa soprattutto dalle famiglie e dai docenti.In conclusione occorre continuare a mobilitarsi dal basso per dare un forte impulso al cambiamento nella scuola dell’obbligo. Noi vogliamo che si torni ad investire nella scuola dell’obbligo in Ticino e chiediamo al Gran Consiglio di affrontare le iniziative popolari pendenti in modo tempestivo, serio e costruttivo. Il Parlamento dovrà decidere a breve che seguito dare alle iniziative popolari per una migliore scuola dell’obbligo e in caso di risposte inadeguate andremo senz’altro al voto popolare.
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