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Raoul Ghisletta - Diamo un vero taglio alla speculazione salariale
Redazione
12 anni fa

La speculazione salariale e il ricorso a manodopera estera talora hanno un nome, un cognome e un partito di riferimento: UDC, cosa alquanto imbarazzante per il partito che combatte l’invasione di massa in Svizzera a suon d’iniziative e proclami. Con le complesse regole attuali e i controlli lacunosi a Lugano nel 2014 vi sono ricchi coniugi UDC, che pagano 1’100 euro netti mensili una lavoratrice domestica!!! Si capisce perché l’UDC e tanti notabili borghesi si oppongono duramente al salario minimo, raccontando storie inverosimili. Se il 18 maggio passasse l’iniziativa popolare per il salario minimo, le famiglie benestanti dovrebbero pagare le loro collaboratrici domestiche almeno 22 fr lordi all’ora, ossia ca. 20 fr netti. Dovrebbero mettere mano al borsellino, rinunciando a costose vacanze all’estero: e questo fa male, molto male, ai borghesi egoisti (proprio come quando si tratta di aumentare un po’ le imposte).

Tra le panzane che i politici borghesi raccontano vi è quella che il Ticino, con un salario di 20 fr netti all’ora, sarebbe invaso dai frontalieri: direi piuttosto il contrario, penso che ci sarebbero più residenti in Svizzera disposti a fare la collaboratrice domestica presso la famiglie benestanti e a fare altri lavori oggi sottopagati.

La regola semplice del salario minimo esiste in Paesi moderni ed avanzati come gli Stati Uniti o la Germania. È una regola intelligente che serve a tutelare i lavoratori deboli sul mercato del lavoro, i quali non arrivano a guadagnare un minimo all’ora: in Svizzera sono il 9% dei lavoratori, sono in grande maggioranza donne, sono persone che per lo più lavorano tutta la vita nei servizi domestici, di pulizia e di vendita. È vero che la regola semplice del salario minimo non metterà magicamente fine a tutti gli abusi salariali. La regola però tutelerà maggiormente i lavoratori molto deboli e farà passare alla cassa i datori di lavoro ogni qualvolta il loro caso finirà davanti allo sportello del sindacato o sul tavolo di un giudice.

La regola obbligherà poi vari datori di lavoro ticinesi, che lasciano a casa i nostri lavoratori residenti per assumere frontalieri con paghe da 2’500-3'000 fr mensili, a smetterla con queste scandalose speculazioni salariali. L’iniziativa popolare per il salario minimo avrà un effetto benefico anche per il 90% dei lavoratori che guadagnano più di 4'000 fr lordi per 12 mensilità: le aziende dovranno rivedere verso l’alto le scale salariali al di sopra di questo minimo (in base alle qualifiche e all’esperienza dei lavoratori).

Il popolo svizzero il 18 maggio deciderà: se la regola minima passerà, potranno essere frenate sia le speculazioni salariali ai danni dei lavoratori residenti, sia il ricorso a frontalieri sottopagati da parte di datori di lavoro senza scrupoli. Se il salario minimo invece sarà bocciato, queste pratiche speculative purtroppo continueranno sempre più, soprattutto nelle tante aziende, dove non ci sono contratti collettivi di lavoro, che possono essere controllati dai sindacati. E questo vizietto di tenere lontani i sindacati dal controllo delle condizioni di lavoro è in voga presso sempre più i datori di lavoro che hanno la coscienza sporca. Vedi il recente scandaloso caso del Servizio cure a domicilio di Lugano (SCuDo), che ha disdetto il contratto collettivo di lavoro. Per questo dobbiamo dire basta alla speculazione salariale

Raoul Ghisletta – segretario Sindacato VPOD Ticino

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