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Raoul Ghisletta - Coraggio ai Luganesi nel disagio!
Redazione
13 anni fa

Esiste il disagio a Lugano? Eccome se esiste, beninteso al di fuori delle luci colorate del centro. E il 2014 si annuncia un anno peggiore del 2013. Innanzi tutto perché la Città lascerà a casa decine di persone precarie e prive di formazione professionale, che sono state impiegate per alcuni semestri in lavori socialmente ed ambientalmente utili. È la seconda decisione fortemente impopolare del Municipio guidato dalla Lega, dopo quella presa per ridimensionare le mense e i doposcuola. A Lugano esiste poi una crescente preoccupazione degli inquilini, in particolare di quelli che occupano alloggi a rischio di speculazione, come quelli di Via Monte Bré che finiranno all’asta. Nella Città sul Ceresio c’è anche la difficoltà di trovare posti di lavoro con salari dignitosi, determinata dall’assenza di contratti collettivi di lavoro e di controlli: questo permette ai datori di lavoro senza scrupoli di assumere in nero o sottopagando. E infine ci sono i tagli cantonali dei sussidi cassa malati, che nel 2014 colpiranno i ceti meno fortunati di Lugano: non è però ancora detta l’ultima parola, perché il PS e alcuni sindacati stanno raccogliendo le firme per il referendum volto a fermare questi tagli.

In ogni caso la cattiva gestione dello Stato, a livello federale, cantonale e comunale, da parte dei partiti borghesi e populisti impedirà di affrontare efficacemente il disagio anche a Lugano. Per cattiva gestione intendo la riduzione dissennata delle imposte che ha svuotato le casse pubbliche e l’applicazione del “laissez-faire, laissez aller” in ambito sociale, abitativo e lavorativo. Solamente il Mattino della domenica può continuare a scaricare ignobilmente le colpe del crescente disagio sociale sui vecchi capri espiatori di stampo fascista (manca solo la caccia agli ebrei su quel fogliaccio): un veleno che viene diffuso in decine di migliaia di esemplari grazie al foraggio di imprese come Brico, Casinò Lugano (una SA a maggioranza pubblica!), Taiana, Sunrise e Parco Commerciale Grancia (stiamoci bene alla larga!). In mezzo a tutto questo marasma sociale il caporedattore del Mattino non ha certo smesso i panni dell’avido accaparratore di cadreghini, dopo lo psicodramma autunnale per la mancata nomina a vicesindaco. Alle cadreghe di municipale, di consigliere nazionale e di caporedattore egli ne ha aggiunta un’altra, facendosi eleggere nel comitato dell’associazione cure a domicilio del Luganese (SCuDo) grazie ad un pateracchio con liberali e pipidini (ossia quelli da lui definiti “partitume”), tutti coalizzati contro una candidata socialista competente. Il Partito socialista di Lugano ha comunque altre preoccupazioni più urgenti: bloccare il taglio cantonale dei sussidi cassa malati, far approvare l'iniziativa popolare comunale "Per abitazioni accessibili a tutti", ottenere un salario minimo di 4'000 fr, estendere i contratti collettivi di lavoro a tutti, rafforzare mense, doposcuola e scuola dell’obbligo. I risultati saranno commisurati alla nostra volontà di batterci e al sostegno popolare che riceveremo: per questo diciamo alla popolazione luganese, disillusa dalle false promesse della Lega e dei liberali, di prendere a due mani il suo coraggio e di lottare per raddrizzare il 2014.

Raoul Ghisletta, presidente PS Lugano

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