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Raoul Ghisletta: Carbone: appello da sinistra per un voto ragionevole
Redazione
15 anni fa

Il futuro energetico del Cantone è un tema importante. Non possiamo far fare al Paese dei salti nel buio come propone l’iniziativa “AET senza carbone”. Venendo a mancare nel breve termine una serie di importanti contratti di fornitura tra produttori d’oltralpe e Azienda elettrica ticinese, ci sono due alternative: o partecipare alla moderna ed efficiente centrale a carbone di Lünen o acquistare energia elettrica sporca sul mercato, proveniente da vecchie centrali a carbone e da centrali nucleari. La centrale a carbone di Lünen è un’opera voluta dal governo rossoverde e dalle autorità locali, proprio per sostituire l’energia prodotta da vecchie centrali a carbone inquinanti e da centrali nucleari: essa affianca lo sviluppo di energie rinnovabili e del risparmio energetico, che tuttavia necessiteranno decenni per assumere un peso importante nella fornitura di elettricità. Si pensi che per avere l’energia prodotta dalla partecipazione AET alla centrale di Lünen (900 GWh per un investimento di 35 milioni di franchi) bisognerebbe investire 5 miliardi di franchi in impianti fotovoltaici in Ticino. La politica energetica del Canton Ticino voluta dall’Azienda elettrica ticinese e dal controprogetto all’iniziativa “AET senza carbone” segue la medesima via ragionevole tracciata dal governo rosso-verde tedesco: ottimizzazione dell’energia ricavata dalle energie fossili e sviluppo di energie alternative. Rispetto alla Germania il Canton Ticino ha il vantaggio che già nel 2035 potrà prendere il controllo di parte degli impianti idroelettrici OFIMA in Valle Maggia, che forniranno un’energia equivalente a quella della centrale di Lünen. Per questo il controprogetto prevede la cessione della partecipazione di Lünen al più tardi nel 2035 e prevede addirittura di farlo anche prima, se non vi saranno perdite finanziarie (e ovviamente se il risparmio energetico e le energie rinnovabili si saranno sviluppate a sufficienza). No quindi a salti nel buio che danneggiano le finanze cantonali (la rottura del contratto con Lünen costerà molto), che precarizzano l’approvvigionamento energetico a danno dell’economia e dei consumatori (i costi dell’elettricità aumenteranno). No a un’iniziativa che non migliora la qualità ambientale dell’energia consumata in Ticino e che fa il gioco di coloro che hanno come obiettivo lo smantellamento del settore pubblico o parastatale per interessi economici propri. Sì invece all’avvio di una progressiva riconversione energetica come propone il controprogetto grazie all’istituzione di un importante fondo di 100-160 milioni di franchi per lo sviluppo delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. È questo un primo passo nella giusta direzione, che andrà indubbiamente potenziato. Rezia Boggia, consigliera comunale PS Arbedo; Luca Bolzani, consigliere comunale US Morcote; Aurelio Buletti, consigliere comunale PS Lugano; Fausto Calabretta, membro comitato PS Biasca; Bruno Cereghetti, gran consigliere PS, Locarno; Giovanni Cansani, ex municipale PS Lugano; Flavia Carobbio, consigliera comunale GS Bodio; Piero Conconi, consigliere comunale PS Bioggio, Giancarlo Cortesi, municipale PS Mendrisio; Giorgio Dell’Era, presidente gruppo VPOD AET, Claro; Fausta Dotta Rivoir, Breganzona; Raoul Ghisletta, consigliere comunale PS Lugano; Marco Jermini, ex consigliere comunale PS Lugano; Luisa Gronchi, consigliere comunale PS Agno; Melissa Kessel, consigliera comunale GUSO Origlio; Nicoletta Mariolini, gran consigliera e municipale PS Lugano; Pier Mellini, consigliere comunale PS Locarno; Silvano Montanaro, ex consigliere comunale PS Lugano; Luigi Ravasi, municipale PS Pollegio; Dario Rivoir, ex municipale PS Breganzona; Ugo Richina, presidente commissione dipendenti AET, Bellinzona; Alessandro Robertini, consigliere comunale PS Sementina, Marco Sailer, ex municipale PS Massagno; Celso

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