
Nel preventivo 2014 della Città di Lugano figura un fortissimo aumento della tariffa minima che vale rispettivamente per un pasto alla mensa nelle scuole elementari, per un pasto alla scuola dell’infanzia a orario prolungato (mercoledì a mezzogiorno: per gli altri giorni di scuola rimane la tariffa cantonale fissata in Fr. 3) e per la frequenza di un doposcuola. L’aumento va da 3 a 8 Fr: si tratta di un aumento pari al 166%, che è stato deciso dal Municipio alla chetichella per l’anno scolastico 2014/15. E questo a dispetto del Regolamento comunale dei servizi extrascolastici, votato dal Consiglio comunale il 4 febbraio 2013, che all’art. 17 (Scuola dell’infanzia) e all’art. 29 (Scuola elementare) stabilisce una tariffa minima di 3 Fr per le famiglie con reddito inferiore a 130’000 Fr. A tale tariffa si aggiunge un fisso di 70 Fr annui per allievo (art. 16). I genitori avrebbero già ricevuto dalle scuole comunali la comunicazione relativa all’aumento della tariffa minima e molti di essi sono ovviamente preoccupati.
Secondo il Partito socialista di Lugano tale aumento è socialmente inaccettabile, in quanto penalizza in modo pesante le famiglie a reddito medio-basso. L’aumento è anche controproducente dal profilo della conciliazione famiglia-lavoro, dal profilo della creazione di ricchezza economica e per quanto riguarda le ricadute fiscali sul Comune (due genitori che lavorano pagano più imposte). Ricordiamo che il Municipio di Lugano dopo le elezioni dell’aprile 2013 ha congelato l’entrata in vigore del Regolamento in questione, che concretizza l’accesso alle mense per tutti. Per questo il Partito socialista di Lugano lo scorso 25 ottobre 2013 ha consegnato all’esecutivo una petizione con 2'000 firme, che ne chiede lo “scongelamento”, ottenendo un parziale assenso del Municipio. C’è quindi da auspicare che la Commissione della gestione e il Consiglio comunale, nell’esame del Preventivo, revochino all’unanimità questo aumento inaccettabile delle tariffe e che scongelino completamente il Regolamento in questione. Anche perché la base legale utilizzata dal Municipio per l’aumento della tariffa da 3 a 8 Fr appare molto fragile e potrebbe essere annullata da un ricorso di un genitore.
In conclusione i Comuni e il Cantone devono favorire, e non ostacolare, la frequenza delle mense e dei servizi extrascolastici. Si tratta infatti di un investimento importante per mantenere l’aggancio al mondo del lavoro da parte delle donne con figli, favorendone la costante crescita professionale. E infine lo sviluppo dei servizi extrascolastici permette di mantenere posti di lavoro per i residenti e maggiore ricchezza nel nostro territorio.
Raoul Ghisletta, presidente del PS Lugano
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