
L’ideale sarebbe avere una sola Cassa di compensazione per gli assegni familiari in Ticino: ci sarebbero meno costi amministrativi, modalità di applicazione uniche degli assegni e un’aliquota unica per tutti i datori di lavoro, che finanziano gli assegni familiari. Tuttavia la legge federale sugli assegni familiari riconosce tutte le 28 casse attualmente operanti in Ticino, per cui un Cantone non può unificare le casse. In Ticino ci ritroviamo quindi a dover operare con 28 casse assegni familiari, di cui alcune hanno anche sede fuori Cantone: si aggiungono in questi casi anche problemi linguistici nell’applicazione della legge assegni familiari. Le aliquote contributive a carico dei datori di lavoro, prelevate sulla massa salariale dalle Casse assegni familiari in Ticino (29 nel 2006 e 28 dal 2007), mostrano l’esistenza di forti disparità tra datori di lavoro (dati 2006): - 6 Casse nel 2006 avevano aliquote contributive molto basse per i datori di lavoro affiliati: medici (0,9%), confettieri-pasticceri (1%), CIRAF (1,08%), banche ticinesi (1,1%), coiffeur (1,1%), agenzie svizzere di pubblicità (1,2%); - 13 Casse nel 2006 prelevavano aliquote contributive attorno alla media cantonale (di fatto determinata dalla Cassa cantonale AVS, che ha il maggior numero di affiliati e la cui aliquota era del 1,5%): si tratta di tassi varianti dal 1,3% al 1,7% della massa salariale; - 10 Casse nel 2006 avevano aliquote contributive nettamente superiori alla media cantonale e tra di esse vi sono alcune importanti casse: ALFA/orologeria (2,6%), Camera di commercio Ticino (2%), CINALFA (2%), Gastrosocial/alberghi ristorazione (1,95%), Hotela (1,95%), Metzger/macellai (2%), Panvica/panettieri (2,1%), Promea/industria metallo (1,8%), Spedizionieri (2%), SPIDA (2,2%). La forte disparità tra datori di lavoro delle aliquote contributive delle Casse di compensazione per assegni famigliari, che dipende dal numero di assegni versati e dal livello dei salari sui quali si calcola il contributo di finanziamento, si conferma anche nel 2005 (contributo minimo 1%, contributo massimo 2,6%) e nel 2007 (contributo minimo 0,9%, contributo massimo 2,4%): è pertanto un problema strutturale. Se vogliamo che ogni datore di lavoro in Ticino paghi la stessa percentuale di contributo per il finanziamento degli assegni familiari, non potendo unificare le Casse, dobbiamo effettuare una compensazione tra le 28 Casse per stabilire un’aliquota unica cantonale. Eliminare la disparità di trattamento tra le aliquote contributive per il finanziamento degli assegni figli, disparità di cui molti datori di lavoro sono all’oscuro, è importante non solamente per una ragione di equità, ma anche per eliminare distorsioni economiche e svantaggi che pesano sui settori economici meno favoriti. La schiacciante maggioranza dei Cantoni (17 su 26) conosce già o intende introdurre la perequazione fra le Casse assegni familiari per il finanziamento degli assegni figli e di formazione. Anche in Ticino è giusto farlo! Raoul Ghisletta granconsigliere, capogruppo PS
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