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Raoul Ghisletta: "Alt ai regali fiscali alle SA ricche"
Redazione
17 anni fa

Quest’estate 9'000 cittadini hanno firmato il referendum contro l’abbassamento delle imposte sugli utili delle società anonime. Ora si tratta di confermare il successo del referendum votando NO alla modifica della legge cantonale fiscale il prossimo 29 novembre: la nostra motivazione è che non si tratta di un aiuto anticrisi, ma di un costoso regalo a chi fa utili in piena crisi economica. È vero che la modifica della legge fiscale ticinese è stata decisa dalla maggioranza del Gran Consiglio all’inizio di giugno, nell’ambito delle misure di sostegno all'occupazione e all'economia per il periodo 2009-2011. Ma in realtà la diminuzione dell’imposizione sugli utili delle persone giuridiche dal 9% all’ 8,5% non è una misura anticrisi, bensì una concessione alla destra padronale, che sarà pagata dai cittadini. Essa vuole continuare la politica meno statista masoniana (tagliare le entrate pubbliche, far andare i conti nelle cifre rosse, ridurre le prestazioni cantonali e comunali ai cittadini). Il preventivo cantonale 2010 prevede un disavanzo di 135 milioni di franchi: a seguito della diminuzione dell’aliquota sugli utili dal 9% all’8,5% alle casse cantonali mancano nel 2010 e mancheranno ogni anno successivo 25 milioni di franchi, di cui 15 milioni al Cantone e 10 milioni ai Comuni ticinesi. È una scelta illogica e motivata dalle ragioni ideologiche, ammantate da pie illusioni che le società creeranno posti di lavoro con quel 5-6% d’imposta risparmiato. Non dimentichiamo che per le società la modifica fiscale in votazione porta ad un risparmio di soli 9 Fr per 1'000 Fr di utile imponibile e di 90 Fr per 10'000 Fr di utile. La destra ticinese lo ha già detto chiaramente: se passerà la diminuzione fiscale il prossimo 29 novembre, sosterrà altre proposte di riduzione delle imposte per le persone giuridiche e per i ricchi, nel nome della concorrenzialità fiscale. Questo purtroppo ridarebbe vigore alla spirale dei tagli sulle spese di Cantone e Comuni, proprio in un momento di grave crisi, nel quale occorre aiutare le persone in difficoltà: persone senza lavoro, famiglie confrontate con l’aumento premi casse malati, inquilini che pagano affitti sempre maggiori, ecc. Anche le aziende in crisi non trarrebbero beneficio da uno Stato finanziariamente indebolito e tanto meno il Cantone e i Comuni potrebbero investire di più nella formazione, come chiesto recentemente dall’iniziativa popolare per aiutare le scuole comunali e per creare mense e doposcuola. Infine non si potrebbe nemmeno investire di più per gli anziani nel settore sociosanitario o nella svolta verso le energie rinnovabili e il risparmio energetico, come chiesto da un’altra iniziativa popolare. Per questo chiediamo ai cittadini di votare NO alla modifica fiscale cantonale. Raoul Ghisletta, capogruppo PS in Gran Consiglio

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