
Le piogge persistenti di questi ultimi giorni hanno comportato un’accelerazione senza precedenti della frana del Valegion, sopra Preonzo. A causa di questo evento eccezionale, l’intera zona industriale di questo piccolo Comune ha le ore contate e le sei aziende ivi insediate saranno costrette a trovare un’ubicazione alternativa. Da diverse settimane, il Municipio di Preonzo, i Comuni della Riviera e la Regione Tre Valli si sono mostrati estremamente preoccupati per la situazione ed hanno immediatamente coinvolto l’Autorità cantonale con l’intento di trovare una sistemazione alternativa, da ricercare in via assolutamente prioritaria all’interno del Comune di Preonzo e, in via subordinata, all’interno della Regione Tre Valli. Ribadito che la soluzione suggerita dal Comune di Preonzo – che in queste ore ha elaborato alcune interessanti varianti di PR – sia assolutamente da privilegiare in tutti i sensi, senza se e senza ma, rispetto ad altre ubicazioni, quale deputato della Regione che ha a cuore questa problematica mi permetto di sottoporre al Consiglio di Stato (CdS) le seguenti considerazioni e domande. Le aziende presenti nella zona industriale di Preonzo rappresentano una risorsa fondamentale, sia in termini di posti di lavoro che di gettito fiscale e ricadute economiche – risorse irrinunciabili per un Comune ed una Regione tutto sommato poveri e finanziariamente deboli. Un’eventuale partenza verso altri lidi comporterebbe pertanto una perdita che non potrà mai essere compensata. Addirittura, diventanto ancora più povera, la nostra Regione dovrà ricevere ulteriori contributi dalla perequazione finanziaria, appesantendo ulteriormente i complessi meccanismi perequativi già criticati e rimessi in discussione dai Comuni facoltosi. Inoltre, l’eventuale fuga di queste aziende vanificherebbe gran parte degli importanti sforzi finanziari attuati nel corso degli anni tramite le leggi di sostegno e promovimento economico per le regioni periferiche (legge sugli investimenti nelle regioni di montagna, legge sull’innovazione, ecc.). Sulla base di queste osservazioni, è intenzione del CdS attivare tutti i mezzi a sua disposizione, favorire ed accelerare tutte le procedure di sua competenza affinché le varianti di soluzione proposte dal Comune di Preonzo possano essere evase in tempi brevi? Fermo restando che la ricerca di una soluzione all’interno del Comune di Preonzo è da sostenere e privilegiare, è intenzione del CdS attuare tutte le misure di sua competenza (come alla domanda no. 1) affinché possa essere trovata un’ubicazione alternativa all’interno della Regione (evitando una fuga verso regioni già ricche o addirittura fuori Cantone), qualora la “variante Preonzo” (prioritaria) non si rivelasse malauguratamente praticabile? Qual è la tempistica, possibile e realistica, per concretizzare le proposte del Comune di Preonzo? Qualora tali intendimenti non fossero praticabili, è intenzione del CdS favorire in via subordinata la ricerca di una soluzione condivisa tra le aziende interessate, il Comune di Preonzo ed i Comuni della Regione Tre Valli affinché le aziende non migrino verso altri lidi? Si vocifera che una delle sei aziende (quella fiscalmente più allettante…) avrebbe già ricevuto un’offerta dal Cantone dei Grigioni (San Vittore). A mio avviso, è inaccettabile che il Cantone dei Grigioni tenti di accaparrarsi aziende ticinesi a colpi di sgravi fiscali sottrandole a Regioni e Comuni ticinesi già particolarmente poveri e deboli finanziariamente. Come valuta il CdS l’eventuale fuga di queste aziende verso San Vittore (GR)? Ritiene anch’egli inaccettabile una tale eventualità? Se del caso, come intende opporsi e/o reagire il CdS ad una simile evenienza? Vista l’urgenza e la precarietà della situazione sarebbe opportuno, e ne sarei grato, se il Consiglio di Stato potesse rispondere in tempi brevi. Raffaele De Rosa, deputato PPD in Parlamento
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

