
Negli scorsi giorni diverse scolaresche erano intenzionate a visitare le “Giornate dell’Esercito” tenutesi a Lugano da martedi 20 a domenica 25 novembre. Molte di loro lo hanno fatto, ma sembra, stando alle informazioni raccolte, che altre sono state bloccate. L’esempio segnalatoci è quello della scuola di Novaggio, dove la scolaresca aveva intenzione di visitare mercoledì pomeriggio (quindi fuori dagli orari scolastici) la manifestazione di presentazione di una delle istituzioni della Confederazioni elvetica. Ad intervenire per fermare la gita “fuori orario” della scuola è stato l’ispettore scolastico, sollecitato da una genitrice molto sensibile e grassamente contraria all’Esercito, il quale ha vietato la visita dell’esposizione statica e dinamica nella città di Lugano. E non vengano sollevati motivi di costi di trasporto, perché gli stessi sarebbero stati garantiti dalla compagnia militare di stanza nel villaggio malcantonese. Orbene, essendo la visita “fuori orario” e quindi “non obbligatoria”, è lecito chiedersi se e per quale motivo l’ispettore intervenga sulla richiesta di un genitore per proibire la trasferta a Lugano. L’esercito messo in mostra è pur sempre – checché ne dicano e pensano i detrattori della nostra armata – uno degli strumenti per garantire la sicurezza interna, la difesa e soprattutto la promozione della Pace della Confederazione elvetica. L’Esercito, come la Scuola, sono istituzioni dello Stato: lo rappresentano, servono ad un compito ben chiaro e devo formare i cittadini di domani. Per chi afferma che le visite condotte alla manifestazione esaltassero la cultura della violenza – vedi interrogazione PS odierna – invito le stesse persone a visitare i centri commerciali onde verificare quali videogiochi vanno per la maggiore. L’esercito si è presentato come istituzione in tutte le sue missioni; tra esse c’è anche la difesa (e sottolineo “difesa”) che rappresenta il compito ultimo nei conflitti bellici. Forse qualcuno dimentica che l’Esercito svizzero è un armata di cittadini e quindi per natura democratico e rispettoso delle pluralità. Visto quanto sopra, chiedo al Consiglio di Stato: È a conoscenza che alcuni direttori, ispettori e docenti hanno proibito alle scolaresche di visitare la manifestazione “Giornate dell’Esercito” frequentate da oltre 100mila persone? Se sì, quale è la posizione in merito del DECS? E nella fattispecie del caso di Novaggio? Il Consiglio di Stato intende fare chiarezza – anche a livello di formazione scolastica - sulla volontà di mantenere un Esercito in Svizzera, onde evitare inutili e futili polemiche sul ruolo dell’Esercito per la nostra Patria? Quando viene presentata l’attività statale durante le lezioni di Civica, viene presentato anche l’Esercito in tutte le sue missioni e competenze? Ritiene opportune le esternazioni fatte dal gruppo socialista sulle “Giornate dell’Esercito”? Norman Gobbi, deputato della Lega in Gran Consiglio
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