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Quale unità a sinistra?
Redazione
18 anni fa
Rodolfo Pulino

Non ci interessa una fusione elettorale a sinistra del Ps, proposta a cui non crede nemmeno Tagliaferri che l’ha proposta”. Pino Sergi, leader del movimento per il socialismo (Mps), chiude la porta in faccia a Renzo Tagliaferri, che aveva avanzato, come semplice iscritto del Partito comunista ticinese (Pct), l’idea di raggruppare la sinistra radicale (Mps, Pct, scontenti del Ps) in un unico gruppo. “È vero però - aggiunge Sergi - che con il segretario del Pc Gianluca Bianchi avevamo discusso di dare vita ad un movimento anticapitalista a sinistra del partito socialista, che fosse trasversale e che traducesse a livello politico quello che è avvenuto a livello sociale a partire dalla lotta delle officine di Bellinzona. Peccato per questa botta d’arresto”.Quanto affermato in un intervista sull'ultimo numero del Caffe da Pino Sergi, leader del movimento per il socialismo, lascia intendere che vi fosse già aperta una discussione tra le direzioni dei 2 partiti della sinistra radicale. Una discussione importante, che di fatto é stata bloccata dalle dimissioni dell'ex segretario e non dalla presa di posizione di Renzo Tagliaferri nell’intervista al Corriere di fine gennaio. Come è possibile che una presa di posizione legittima di un qualunque compagno, non a conoscenza della discussione in atto in segreteria tra l’altro non comunicata al comitato cantonale, possa far saltare tutto quanto e peggio ancora portare alle dimissioni della segreteria stessa oltre che all’abbandono del partito? A tutto questo cercheremo di dare una risposta mercoledi sera a Lugano, dove si riunirà il comitato cantonale che si troverà cosi pure a dover eleggere una nuova segreteria (ad interim) fino al prossimo congresso da organizzare in primavera o al piu’ tardi in autunno, durante il quale verrà scelto il nuovo segretario politico che succederà al dimissionario Gianluca Bianchi. Dal mio punto di vista non vedo i motivi per cui ci debba essere una battuta d’arresto nei contronti di un possibile dialogo a sinistra del PS, dialogo che credo sia possibile continuare anche con la futura segreteria, ma che dovrà essere fatto in totale trasparenza e comunicazione tra i diversi organi del partito. Non si tratta di discutere per forza di alleanze elettorali o di fusioni affrettate ma anche solo di vedere e valutare i diversi punti comuni e possibili battaglie comuni all’interno della sinistra radicale. Di certo il dialogo potrà funzionare unicamente se svolto in totale trasparenza e chiarezza tra i diversi organi del partito con la base, cosa che in questo caso non è avvenuta. Il rammarico è che si sia usato un pretesto qualsiasi per annullare tutto quanto, per alzare un polverone mediatico, soprattutto nel dare le dimissioni (già annunciate da tempo). Azioni che non giovano ne al partito ne alla sinistra stessa, che per l’ennesima volta dimostra poca capacità di dialogo e di unione. Se si vuole che un giorno la sinistra sia unita e sia capace di lavorare in un unico partito allora bisognerà dimostrare di sapere lavorare e dialogare insieme tra tutti i compagni anche nelle differenze di idee e di metodo. E’ la storia che ce lo dimostra ed è il popolo della sinistra a chiedercelo. D’altronde non era forse un nostro slogan “Compagni di tutto il mondo unitevi!”? Troppo, davvero troppo spesso ce ne dimentichiamo. Rodolfo Pulino, Partito comunista 

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