
A margine della conferenza stampa di presentazione della prossima edizione del carnevale Nebiopoli, il presidente della manifestazione si è espresso – trattando il tema dell’apparato di sicurezza – in questi incredibili termini: “Quello che avremo da affrontare, e che un po’ ci preoccupa, è anche la gestione sul suolo comunale degli asilanti". Questa “preoccupazione” è stata affidata ai microfoni di Teleticino ed è stata ripresa – testuale – sul portale Ticinonews.
La brutta impressione che se ne ricava è che si stia ormai superando il rodato concetto di “primanostrismo”, procedendo ad ampie falcate verso una sua ancor peggiore evoluzione: il “solonostrismo”. Festeggiamo solo “noi”. Gli “altri” passano dal già deprimente statuto di “secondari” a quello di “estranei”; una minaccia “da gestire” e da tenere lontana dai nostri consessi, “che ci preoccupa”. Tutto questo – val la pena ricordarlo – mentre si sta presentando alla cittadinanza e ai media un evento festoso e popolare (e diciamo pure anche “inclusivo”) quale dovrebbe essere un carnevale.
Non è dato sapere quanta consapevolezza ci sia in questa dichiarazione, o quanto invece sia l’ennesimo pericoloso approdo di anni di campagne martellanti e di più sottili istigazioni al razzismo, fatte scivolare nei discorsi e negli interventi pubblici, senza suscitare reazioni, da troppo tempo a questa parte. Si è giunti così a un sentimento diffuso di assuefazione, di normalizzazione di atteggiamenti e dichiarazioni che dovrebbero invece continuare ad essere ritenuti inumani e sconvenienti.
Tra gli scopi della neonata associazione “Mendrisiotto Regione Aperta” c’è quello di intervenire nel dibattito pubblico, nel tentativo di scardinare i meccanismi che portano a queste situazioni, che altro non sono se non dei singoli segnali di un contesto generale negativo, sedimentato nel corso degli ultimi anni.
Augurandoci che il Nebiopoli si rivelerà – nonostante i proclami iniziali – un evento festoso e accogliente verso tutte e tutti, rispettiamo i nostri propositi, segnalando questa situazione.
Mauro Stanga, Associazione Mendrisiotto Regione Aperta

