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Proposte socialiste per un Cantone in difficoltà
Redazione
17 anni fa
Raoul Ghisletta

La sinistra europea, salvo rare eccezioni, ha subito una cocente sconfitta nelle scorse elezioni europee. Anche per i socialisti ticinesi si pone la questione di come affrontare la crisi della nostra società, che porta sempre più gente a guardare politicamente a destra e al qualunquismo. Il ruolo dei socialisti non è di fare i moralisti con chi vota a destra. Il ruolo dei socialisti è di rimboccarsi le maniche. Dobbiamo studiare e trovare soluzioni per migliorare il funzionamento della società. Dobbiamo combattere le leggi che peggiorano la società e aumentano le ingiustizie. La destra ottiene consensi ad esempio sul terreno della sicurezza. È un compito principalmente cantonale, per cui dobbiamo avere delle soluzioni praticabili. Il Consiglio di Stato ha dato un mandato nel 2006 a un perito esterno al Canton Ticino, che ha scritto chiaramente che occorre una fusione della polizia cantonale e delle polizie comunali per avere un'organizzazione efficiente di lotta alla criminalità. Si può essere per o contro una polizia unica per mille motivi, ma essere contro la polizia unica vuol dire non migliorare la lotta al crimine. Dobbiamo capire che gli episodi di criminalità micro, media e grande costituiscono il terreno su cui si alimenta elettoralmente la destra. La debolezza con cui ha operato il consigliere di Stato Pedrazzini nella riforma della polizia in questi anni purtroppo ha favorito la crescita elettorale della destra. È chiaro che ci sono degli ostacoli con i Comuni. Ma il problema con i Comuni si risolve ragionevolmente dando adeguate garanzie politiche ai Comuni: ad esempio dando loro un potere di verifica del mandato alla futura polizia unica per la gestione della sicurezza sul loro territorio. Un altro tema caldo è la scuola pubblica. Il presidente PPD critica la scuola pubblica di Gendotti, prendendosela con i corsi per adulti perché organizzano corsi di punto croce, corsi che peraltro si autofinanziano! Anch'io sono critico su tante cose fatte da Gendotti nella scuola, ma per motivi un po' più consistenti: Gendotti ha adottato, come il suo predecessore Buffi, decine di tagli sulla scuola dell'obbligo e postobbligatoria, che hanno minato la qualità della scuola pubblica dell'obbligo. Gendotti ha bucato il fondo del barile della scuola per trovare i soldi a favore dell'Università e ora la scuola è in brache di tela. Gendotti ha congelato tanti necessari cambiamenti della scuola pubblica dell'obbligo, adducendo il fatto che mancano i soldi per migliorare le cose. Di questa mancanza di progettualità e risorse nella scuola per motivi finanziari il PPD di Jelmini è complice, avendo sempre appoggiato la politica degli sgravi fiscali, dei tagli nella scuola e avendo addirittura voluto nel 2001 che si finanziasse la scuola privata. Come socialisti sosteniamo la scuola pubblica contro le mire del PPD e vogliamo fare delle proposte concrete per il miglioramento della scuola pubblica, lavorando con i genitori, i docenti e gli studenti. Negli ultimi 10 anni a subire i tagli e questo clima di immobilismo per mancanza di soldi sono stati anche tanti altri servizi pubblici importanti, sui quali non mi dilungo. Ma le cose peggioreranno nella scuola pubblica, come nella polizia, nella giustizia, nel settore sociale, nel settore ambientale, nella sanità, se passeranno gli ennesimi sgravi fiscali voluti dalla destra, da PPD e da liberali. In questo momento di crisi economica, dove si invoca da tutte le parti l'intervento dello Stato, fare regali fiscali alle aziende che fanno utili è un'assurdità. Con questo sgravio sulle persone giuridiche si sottraggono 25 milioni di Fr all'anno a Cantone e Comuni: 25 milioni che potrebbero essere utilizzati per misure concrete a favore della popolazione e delle aziende in difficoltà. Abbiamo avanzato numerose proposte a favore dei giovani, degli anziani, delle famiglie, dell'alloggio, della scuola, del risanamento ambientale, che sono ferme in Governo perché mancano i soldi. E vogliamo regalare 25 mi

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