
La parola «silenzio» deriva dal latino «silentium», a sua volta dal verbo «silēre», che significa tacere, restare calmi, non fare rumore. Talvolta il silenzio è necessario, ed è anzi una forma di prudenza, in particolare quando sono in gioco accertamenti che spettano alla giustizia. Nessuno deve essere giudicato prima di un verdetto. Quel silenzio lo rispettiamo e continueremo a rispettarlo per tutto ciò che attiene alle autorità competenti. Vi è però un silenzio diverso: quello che la politica riserva a sé stessa quando preferisce non guardarsi e che con la prudenza non ha nulla a che vedere. Una vicenda che coinvolge una figura istituzionale non può esaurirsi nella dimensione privata. Esiste anche una responsabilità politica, pubblica e culturale, che riguarda il modo in cui una comunità stabilisce ciò che è accettabile e ciò che non lo è. Ogni forma di violenza, fisica o verbale, e ogni linguaggio che la banalizza, la giustifica o la rende tollerabile devono essere condannati con chiarezza. Le parole contano. Contano nella vita privata, nel dibattito pubblico e pesano ancora di più quando provengono da chi ricopre una funzione istituzionale.
Il rapporto tra cittadini e politica
La fiducia si costruisce con trasparenza, responsabilità e senso del limite. L’incertezza prolungata la logora, alimenta sospetti e indebolisce ulteriormente il già fragile rapporto tra cittadini e politica. Una democrazia matura deve saper distinguere ciò che spetta alla giustizia accertare da ciò che, sul piano politico e istituzionale, richiede comunque una riflessione seria. Altresì, è essenziale sottolineare che negli ultimi anni il Ticino è stato confrontato a più riprese con situazioni che hanno messo alla prova la credibilità delle sue istituzioni. Sarebbe troppo comodo archiviarle ogni volta come casi isolati, per poi lamentare il crescente distacco dei cittadini dalla politica. È vitale, ora più che mai, chiederci quale cultura politica vogliamo costruire, quale responsabilità esigiamo da chi esercita potere pubblico e quale esempio intendiamo dare alle nuove generazioni.
La richiesta
Come giovani impegnati in politica, non vogliamo assuefarci al cinismo. Non vogliamo accettare l’idea che l’indignazione duri qualche giorno, che la fiducia si consumi lentamente e che poi tutto torni semplicemente come prima. Il futuro del Cantone passa anche dalla qualità delle sue istituzioni e dalla credibilità di chi le rappresenta. Chiediamo quindi, anzitutto, che venga fatta piena luce sulla vicenda in modo celere, serio e trasparente. Nel frattempo, riteniamo necessario un passo indietro da ogni funzione politica e istituzionale che possa essere direttamente indebolita dall’incertezza attuale. Non si tratta di anticipare un giudizio che spetta ad altri, ma di tutelare la dignità delle istituzioni, la serenità del dibattito pubblico e la fiducia della popolazione. La presunzione d’innocenza non è in contraddizione con la responsabilità istituzionale: al contrario, un passo indietro temporaneo può proteggerle entrambe.
Il Ticino ha bisogno di una politica capace di ricostruire fiducia
Qualora i fatti emersi dovessero essere confermati nella loro sostanza, riteniamo che non vi sarebbe spazio per soluzioni parziali. In quel caso, sarebbero necessarie dimissioni complete da ogni carica pubblica e politica. La violenza di genere, così come ogni forma di incitamento, giustificazione o banalizzazione della violenza, non è compatibile con i valori su cui dovrebbe fondarsi la nostra società. A maggior ragione non può esserlo per chi rappresenta le istituzioni. Non lo diciamo per interesse di parte. Lo diciamo perché il Ticino ha bisogno di una politica capace di ricostruire fiducia, non di consumarla ulteriormente. Mancano pochi mesi alle prossime elezioni e il nostro Cantone ha davanti a sé problemi concreti, urgenti, reali. Una politica prigioniera degli scandali non riesce a dedicarsi con la necessaria serietà alle sfide che attendono la popolazione. La nostra generazione non chiede una politica perfetta. Chiede però una politica consapevole del peso delle proprie parole, dei propri gesti, dei propri silenzi e del proprio esempio. Il nostro Ticino ha bisogno di rappresentanti esemplari alla guida di istituzioni credibili. E noi intendiamo contribuire, con coerenza e responsabilità, a costruirle.
Giovani del Centro e Giovani Verdi Liberali

