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Probabilmente è la consigliera nazionale Gysin a non aver capito
©CdT/Chiara Zocchetti
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Red.Online
2 giorni fa
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Greta Gysin sul CdT del 4 maggio sostiene che il progetto pilota (REPARTO SECURIZZATO) previsto al Centro federale d’asilo di Pasture non sarebbe stato compreso.  Con tutto il rispetto, si potrebbe affermare il contrario: forse è lei a non conoscere fino in fondo la realtà del Mendrisiotto. Oppure, per ragioni ideologiche, a non voler vedere i problemi che da anni vengono segnalati dagli enti locali e, in particolare, dai Sindaci dei Comuni direttamente interessati.

 La mozione promossa in Commissione delle istituzioni politiche dai deputati ticinesi Piero Marchesi, Giorgio Fonio e Simone Gianini dice una cosa semplice, ragionevole e istituzionalmente corretta: progetti pilota della SEM di questo tipo non devono poter essere imposti dall’alto, ma realizzati solo con il consenso del Cantone e dei Comuni coinvolti. È qui che sta il punto. Non si tratta di ostacolare ogni proposta per principio, né di negare che all’interno dei centri federali possano esserci problemi di gestione. Si tratta piuttosto di riconoscere che quando una decisione federale produce effetti concreti su un territorio, quel territorio deve essere ascoltato e rispettato.

Il Mendrisiotto ha già dato molto sul fronte dell’asilo. Chiasso, Balerna, Novazzano e gli altri Comuni della regione conoscono bene le difficoltà legate alla sicurezza, al degrado, alla criminalità e alla microcriminalità. Non sono paure astratte, ma situazioni vissute dalla popolazione e più volte segnalate dalle autorità locali. La SEM può valutare un progetto guardando soprattutto a ciò che accade dentro il centro. Infatti, di cosa accade all’esterno nemmeno se ne occupa. I Comuni, però, devono occuparsi di ciò che succede fuori: nelle strade, alla stazione, nei quartieri, nei negozi e nella vita quotidiana dei cittadini.

È questa dimensione che Berna troppo spesso sottovaluta. E resta una domanda legittima: se domani il progetto fosse giudicato un successo dalla Confederazione secondo i suoi parametri, chi impedirebbe che Pasture diventi un punto di riferimento per richiedenti l’asilo problematici provenienti da altri centri svizzeri? Chi garantirebbe che il Mendrisiotto non si ritrovi nuovamente a sopportare conseguenze decise altrove?

 La mozione Marchesi-Fonio-Gianini è quindi una risposta concreta, equilibrata e necessaria. Non chiude la porta a ogni sperimentazione. Stabilisce semplicemente un principio fondamentale: senza il consenso di Cantone e Comuni, non si procede. Ed io - da cittadino Momò - li ringrazio!

Moreno Colombo, ex sindaco di Chiasso e vice sindaco di Morbio Inferiore

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