
Lettera al Consiglio di Stato da parte del collegio docenti del Centro professionale tecnico di Locarno in merito alle misure di risparmio-preventivo 2024.
Onorevole Presidente,
Onorevoli Consiglieri di Stato,
con la presente, la maggioranza dei docenti del CPT di Locarno intende comunicare la preoccupazione e la contrarietà rispetto alle misure di risparmio prospettate nel Preventivo 2024.
La richiesta di “un contributo di solidarietà”, il non riconoscimento del carovita, la prospettiva degli aumenti dei premi per l’IPCT, sono misure che vanno a sommarsi a una serie di interventi che, negli ultimi decenni, hanno portato ad un deterioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti pubblici. A generare malcontento nella classe docente, oltre al peggioramento delle condizioni salariali, è la percezione di una mancanza di riconoscimento da parte delle istituzioni per il lavoro svolto quotidianamente. Questo, a fronte di un onere lavorativo in crescita: l’aumento delle mansioni burocratiche; il moltiplicarsi di riunioni e incontri di rete fuori orario lavorativo; la necessità di una formazione continua sempre più specifica in ambiti che richiedono un aggiornamento costante; il tempo giustamente consacrato alle attuali esigenze di una maggiore differenziazione didattica.
Inoltre, anche nelle formazioni post-obbligatorie, l’insegnante è sempre più spesso confrontato con giovani fragilizzati, che richiedono maggior sostegno e attenzione. L'aumento esponenziale dei ricoveri di minorenni in reparti psichiatrici in questi ultimi anni è solo la punta dell'iceberg, è il dato statistico più facilmente identificabile di un fenomeno che osserviamo con molta apprensione nel nostro quotidiano e che cerchiamo di affrontare fornendo ai nostri allievi e alle loro famiglie ascolto, tempo, comprensione e supporto.
Per quanto concerne il nostro ordine scolastico in particolare, va sottolineato il fatto che, a volte si lavora in classi molto numerose, all'interno delle quali, come detto, vi sono difficoltà e problematiche eterogenee in costante crescita (DSA, allievi alloglotti, ADHD, problemi comportamentali, difficoltà psicologiche, ecc.). Occorrerebbe rispondere a queste sfide diminuendo il numero di allievi per classe e aumentando gli sgravi dei docenti di classe (ben al di sotto di un'ora settimanale per quanto concerne la scuola professionale). Risulta fondamentale fornire ai docenti gli strumenti necessari per seguire gli allievi più fragili, perché i ragazzi che perdiamo per strada e che non riescono ad inserirsi nel mondo professionale, un domani – se di bilanci si vuol parlare - si tradurranno in ingenti costi economici, sociali e umani.
L’insegnamento si trova quindi a dover far fronte a numerose sfide e a dover rispondere alle aspettative di una società sempre più complessa; al contempo però le condizioni di lavoro hanno subito un graduale e costante peggioramento, il riconoscimento sociale nei confronti della categoria professionale è sempre più basso. Elementi che, nel loro insieme, incidono sulla motivazione dei docenti e disincentivano molti giovani a intraprendere questa carriera.
Questi problemi non riguardano esclusivamente il nostro territorio; in altri cantoni si sta attualmente riflettendo a livello politico su come rendere più attrattiva la professione in modo da poter garantire anche per il futuro una classe docente composta da personale altamente qualificato. In Ticino assistiamo alla fuga di cervelli; sempre più neolaureati decidono di stabilirsi oltre Gottardo principalmente a causa delle migliori condizioni salariali. Qual è la visione a lungo termine della nostra classe politica? Quali le soluzioni proposte per contrastare una tendenza preoccupante che domani potrebbe tradursi in un grave problema per la scuola ticinese? Rispetto al resto del Paese i docenti ticinesi hanno generalmente salari mediamente inferiori e il Ticino è uno dei cantoni che investe meno soldi nell’istruzione (nel 2019 in Ticino sono stati spesi per l’educazione 3600 CHF per abitante, 1100 CHF in meno rispetto alla media svizzera).
Per quanto concerne il raggiungimento dei livelli di competenza degli allievi ticinesi, si registrano invece ancora ottimi risultati: i nostri alunni raggiungono risultati simili, e in alcuni ambiti superiori, a quelli svizzeri e internazionali. Questi dati, in apparente contrasto tra loro, sono la comprova del senso del dovere, dell’impegno, della dedizione e della professionalità di cui fa prova la classe docente. La scuola non può tuttavia poggiarsi esclusivamente sul senso etico e sullo spirito di sacrificio di chi opera in prima linea al suo interno. Una scuola di qualità esige investimenti importanti, investimenti che debbono essere intesi come tali e non letti come voci di spese in un bilancio.
Non da ultimo, desideriamo esprimere la nostra solidarietà verso tutti coloro che vedranno peggiorate le condizioni di lavoro o la qualità di vita a causa di tali misure di risparmio: pensiamo al personale pubblico, alle case anziani, al personale di cure a domicilio e a quello degli ospedali, alle strutture di servizio per disabili, alle strutture e ai servizi a sostegno delle famiglie, alle strutture di protezione per i minorenni e a tutti coloro che beneficiano dell’indispensabile aiuto offerto da tali servizi.
Esprimiamo solidarietà anche nei confronti di quelle famiglie già in difficoltà che vedranno sospesi o diminuiti i contributi per la cassa malati, misura implementata proprio in concomitanza con un forte aumento dei premi assicurativi. Siamo coscienti che anche questi tagli si rifletteranno indirettamente sul nostro lavoro, sotto forma di nuove preoccupazioni da parte dei nostri apprendisti e delle loro famiglie con un conseguente aumento del disagio registrato tra le mura delle nostre aule scolastiche.
Ci preme infine sottolineare che i dipendenti pubblici sarebbero anche disposti a fare dei sacrifici se questi servissero a garantire la tutela delle fasce più deboli, ma all’orizzonte si prospetta un’ulteriore proposta di sgravio fiscale che non andrà certamente a vantaggio del ceto medio e medio-basso.
Certi che tutti Voi auspichiate anche per il futuro una scuola ticinese di qualità, con un corpo docente altamente qualificato e motivato, Vi chiediamo di prendere in considerazione queste nostre riflessioni e di dar prova di una visione politica a lungo termine. Poiché i tagli all'istruzione di oggi non possono che tradursi in una spesa di domani, in un impoverimento culturale, economico e sociale; un debito che non possiamo sicuramente permetterci di far gravare sul futuro del nostro Cantone e dei nostri giovani.
Per il collegio docenti del CPT Locarno
La presidente Lucia Del Fiore

