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PLR quo vadis?
Redazione
17 anni fa
Roberto Badaracco

Fra il 1991 e il 2003 il PLR ha costantemente veleggiato intorno al 32% dei consensi elettorali. Nel 2007 il noto scontro interno e l’avvento della scheda senza intestazione, che ha colpito in quasi pari misura tutti i partiti, hanno decretato una preoccupante perdita di voti. Nonostante le traversie patite in questi due ultimi anni, sono fiducioso e convinto che la base del PLR non si liquefaccia così facilmente, come invece alcune cassandre del malaugurio vorrebbero farci credere. Il PLR ha una base sana che crede nei valori liberali radicali ed è conscia di quanto questo partito ha saputo realizzare e costruire negli ultimi decenni. Un patrimonio considerevole che non può venir così facilmente dilapidato e dimenticato in pochi anni. Certo, i tempi attuali non sono facili. Le odierne tensioni interne al partito assorbono considerevoli energie, utili altrove, in sterili polemiche ed inconcludenti litigi che conducono verso il nulla. Tali dispute indeboliscono la fiducia nel partito, ne minano la credibilità e distolgono il dibattito politico interno dai veri problemi del paese, nauseando il cittadino medio che, suo malgrado, deve assistere a questo teatrino della politica e dei personalismi, spettacolo che allontana i giovani da un’appassionante discussione politica sulle idee e sui progetti. Tutte forze che potrebbero essere impiegate altrimenti a favore di programmi e strategie politiche volte a migliorare concretamente le condizioni quadro del cantone e il benessere della popolazione. Un adagio recita: c’è un tempo per la guerra ed uno per la pace. Nel PLR è giunto il momento di sotterrare le asce e di dimostrare con i fatti il proprio amore verso il partito, con lealtà e correttezza. Si tratta di lavorare tutti assieme, uniti, seriamente, modestamente ed armoniosamente, senza sotterfugi, clamori o grandi proclami, con l’obiettivo di ricompattare le fila, di creare nuovo entusiasmo e di allontanare quel pessimismo di fondo che ha costantemente segnato il dibattito interno dopo le elezioni del 2007. Lo scoraggiamento distrugge, logora e disorienta. Occorre ritrovare fiducia, il piacere di entusiasmarsi, di combattere per conquiste decisive, di credere in valori immutabili, nel progresso e nella necessità di trasformare il paese per progredire, crescere, cambiare in meglio. Occorre una nuova speranza, senza titubanze e sbandamenti, con la ferma volontà e consapevolezza di poter raggiungere questi obiettivi. Una netta inversione di tendenza per dimostrare al paese che si opera solo ed unicamente per e con i cittadini. Allora si che il PLR saprà rifarsi amare, saprà convincere, trascinare e finanche esaltare. Partito non come entità sterile o feticcio intoccabile, ma come gruppo di persone vive ed affiatate, con alti e comuni ideali da realizzare, che si impegnano con tutte le loro forze per migliorare la società, per creare benessere a favore di tutti, nessuno escluso, con giustizia e solidarietà. Persone che aspirano alla realizzazione personale di ogni cittadino e alla sua felicità attraverso il lavoro, la famiglia, la società. Che vedono l’economia come un’opportunità per generare risorse, benessere e comune prosperità. C’è chi aspetta di celebrare il funerale del PLR ma resterà deluso. Piuttosto, se lo vogliamo e ci crediamo fino in fondo, ne festeggeremo la rinascita! Roberto Badaracco, Capogruppo PLR CC Lugano e candidato presidenza cantonale PLR

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