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Più protezione per beni immobili e siti di pregio
Redazione
18 anni fa
Raoul Ghisletta

In un Cantone con un consumo di terreno per abitante superiore alla media svizzera (nel 1997 era di 477 m2 per abitante contro i 397 della media svizzera) sono elevati i rischi di demolizione degli oggetti architettonici che racchiudono un importante valore storico, come ad es. la Romantica di Melide e le palazzine Tami a Lugano; e sono pure grandi i pericoli di deturpazione, che incombono su siti appartenenti all’Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere (ISOS), come quello di Gandria. Cantone e Comuni devono difendere con efficacia il nostro patrimonio culturale e paesaggistico per le generazioni future: patrimonio che costituisce anche una ricchezza per il settore del turismo. Non basta tuttavia inventariare i beni culturali immobili e affidarsi a (lenti) processi pianificatori, per arginare la speculazione immobiliare. Per questo il gruppo socialista ha chiesto al Governo di allestire un rapporto al Parlamento sullo stato della protezione dei beni immobili culturali. Occorre un rapporto che analizzi i piani regolatori comunali preavvisati (85 Comuni), i piani regolatori in fase di preavviso (72 Comuni) e la situazione nei Comuni che non hanno iniziato una revisione dei piani regolatori per la protezione dei beni immobili (93 Comuni). Questo documento deve a nostro avviso illustrare chiaramente quanto è stato fatto e non fatto dai Comuni per la tutela dei beni immobili, onde consentire un compiuto dibattito politico e culturale. In secondo luogo noi chiediamo che il Consiglio di Stato introduca le basi legali necessarie per proteggere in modo adeguato gli insediamenti rilevati dall’inventario ISOS e che venga conferita alla Commissione dei beni culturali la facoltà di annullare le decisioni edilizie comportanti la distruzione o la manomissione di beni culturali immobili. Aggiungiamo un ultimo punto importante: manca tuttora un sistema di compensazione finanziaria di vantaggi e svantaggi per i proprietari, che vengono indotti dalla pianificazione del territorio. Con questo strumento si potrebbero creare dei fondi d’intervento per la tutela di beni e siti di valore. Si tratta di uno strumento già chiesto da una nostra mozione del 30 maggio 2005, intitolata “Misure urgenti per contenere l'irrazionale e galoppante edificazione dei terreni”. In conclusione occorre, urgentemente, varare una legislazione per un’efficace protezione delle aree verdi e dei beni immobili di pregio, che caratterizzano le nostre città e i nostri paesi, prima che la speculazione edilizia si mangi tutto. La palla è nelle mani dell’on. Borradori e del suo Dipartimento. Raoul Ghisletta, capogruppo PS in Gran Consiglio

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