
Tutele e Curatele: i comuni contrari alla professionalizzazione delle ARP enfatizzano in modo spropositato la pagliuzza e minimizzano vergognosamente la trave che hanno nell’occhio. La trave è l’insoddisfazione degli utenti ! I reclami relativi al cattivo funzionamento delle ARP (exCTR) presentati allo sportello di consulenza istituito nel 2007 da AGNA e ATFMR sono veramente tanti. Il sistema attuale non funziona, crea ovunque disagio e malcontento, abbandona i bambini a fare merce di scambio e di ricatto da parte del genitore affidatario, se poi non c'è nemmeno la autorità parentale congiunta ci sono tragedie che le attuali tutorie fingono di non vedere o non vedono per totale incompetenza. La pagliuzza sono i pochi problemi logistici che l’introduzione della nuova legge, approvata a larghissima maggioranza dal Gran Consiglio crea, e che ha anteposto la qualità del servizio, agli interessi di bottega dei Comuni sede e dei Presidenti delle ARP. I problemi logistici nascono con la sostituzione degli attuali presidenti a tempo parziale con quelli che invece svolgeranno la funzione a tempo pieno. Una proposta che non è assolutamente balzana come vogliono far credere i contrari ma che poggia su tutta una serie di indicazioni da parte di professionisti di fama nazionale e internazionale. Il concetto è che l’occupazione esclusiva e la specializzazione nel settore, porta alla razionalizzazione delle procedure , a meno costi (diretti e indiretti) a pratiche più rapide e a maggiore qualità del servizio. Una proposta alla quale le parti (Comuni e Consiglio di Stato) potevano trovare una soluzione in poche e non c’era assolutamente bisogno di lanciare un costoso referendum. Rendo attenti i lettori su due aspetti dei tanti che potrei esporre: I contrari affermano che il sistema attuale funziona bene, ma a una sommaria verifica si scopre che hanno quasi tutti un ruolo attivo nelle ARP e quindi sono palesemente di parte. Il nuovo diritto federale entrato in vigore dal 1° gennaio 2013 impone la reperibilità dei responsabili delle ARP 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Sono passati già due mesi, e benché di questo particolare si era conoscenza già dal 2008, nessuno dei Comuni responsabile di ARP si è organizzato in questo senso. Quando se ne ha bisogno, e spesso succede nei fine settimana, dal venerdì dopo le 18.00 fino a lunedì mattina non si trova nessuno! Come mai ? Organizzare un sevizio di picchetto, con le tecnologie che abbiamo a disposizione oggi, sarebbe un gioco da ragazzi…..una pagliuzza appunto. In conclusione, a chi preferite dare ascolto? Agli esperti oppure ai rappresentanti dei Comuni sede delle ARP, evidentemente di parte? E secondo voi, conta più l’interesse dei 6000 utenti delle autorità di protezione, oppure quello dei presidenti che perderanno la loro attività accessoria (e quindi gli introiti da essa derivati) ?? Pietro Vanetti, presidente AGNA
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