
I media occupano una posizione sempre più centrale nelle nostre vite. Sono ormai diventati indispensabili in ogni ambito, come la scrittura e in seguito la stampa anche i mezzi di comunicazione elettronici hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere. A dare una svolta decisiva al grande cambiamento iniziato nella seconda metà del secolo scorso sono stati in particolare i social media e gli smartphone, i cosiddetti telefoni intelligenti. La politica come ogni altra attività umana ha dovuto adattarsi a questo fenomeno.I nuovi media hanno sicuramente il pregio di aver reso l’informazione più democratica e questo vale anche per la politica, discorsi, decisioni e personalità politiche sono più accessibili per tutti. Forse però abbiamo già superato la soglia dell’utilità passando all’esasperazione mediatica. In campagna più che mai si fa a gara per un click e per lo scoop più toccante. Un’immagine dice più di mille parole, mai fu più azzeccato tale modo di dire. Si scattano foto ovunque a chiunque e si rubano attimi privati per scopi pubblici. Senza voler entrare nei dettagli di questo o di quell’avvenimento, abbiamo visto come una foto, scattata al momento giusto e disseminata in modo virale possa pilotare l’opinione pubblica, senza che le parole abbiano il tempo di dare spiegazioni. L’importante è ciò che sembra non ciò che è realmente, l’apparenza conta più del contenuto, gli approfondimenti diventano superflui e i servizi d’informazione si allineano sempre più ai giornali scandalistici.Come nelle migliori sette del passato e del presente spetta ai seguaci il compito di diffondere la parola dei potenti, o dei presunti tali, ora basta un click, e da un polo all’altro rimbalzano le idee e i problemi dell’umanità. I social media hanno regalato una primavera al mondo arabo, tramontata troppo presto, perché le idee propagate, che tanto suonavano bene come slogan nei vari media, non sono risultate altrettanto efficaci nella realtà.Questo esempio ci ricorda quanto sia indispensabile scindere il mondo reale da quello mediatico, quella che vediamo attraverso uno schermo non è sempre la realtà, ma vi è posto anche per le messe in scena, non lasciamoci ingannare.Anche per i nuovi media come per la televisione, che a suo tempo venne accusata di “instupidire” la società, vale lo stesso discorso, non è il mezzo di comunicazione in sé ad essere dannoso, ma l’uso che ne facciamo. L’abuso mediatico non è frutto della tecnologia ma dell’intelletto umano.Queste considerazioni sono tanto più valide nei periodi elettorali quando l’apparire conta più del fare. Un voto ragionato è garanzia di una scelta occulata. Buon voto a tutti.
Pierre RusconiConsigliere Nazionale e candidato UDC
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