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Piero Marchesi - Un'ulteriore tassa sul groppone dei ticinesi
Piero Marchesi - Un'ulteriore tassa sul groppone dei ticinesi
Piero Marchesi - Un'ulteriore tassa sul groppone dei ticinesi
Redazione
10 anni fa

Il Forum regionale della mobilità aziendale tenutosi a Chiasso martedì 26 aprile ha permesso di chiarire una volta per tutte chi sarà a pagare la tassa di collegamento sulla quale andremo a votare il prossimo 5 giugno. Come riportato dal CdT di mercoledì scorso, la rappresentante della Sezione della mobilità del Dipartimento del territorio, avrebbe sottolineato come una delle cause del traffico sia da ricercare nel fatto che gli automobilisti dispongono di un parcheggio gratuito. Per rendere meno attrattivo l’uso dell’automobile bisognerebbe quindi, sempre secondo l’autorità cantonale, far pagare il posteggio. Anche se la legge in votazione prevede che siano i proprietari dei parcheggi a pagare questo nuovo onere fiscale, in realtà anche il Cantone vuole che alla fine sia il cittadino a farsi carico di questo balzello. Altrimenti, secondo l’apparente logica cantonale, non avrebbe alcun impatto sul traffico. Ecco quindi che il Cantone ci vuole far passare alla cassa, tutti noi, sia come lavoratori, sia come consumatori. Tassando i lavoratori e i consumatori, che spesso non hanno la possibilità di fare a meno dell’automobile - pensiamo a chi abita nelle zone discoste e nelle valli-, non sarà però possibile giungere ad alcuna riduzione del traffico perché, non avendo alternative, continueranno ad utilizzare l’automobile, pur dovendo pagare la tassa. Questa verità appare ancor più chiaramente se consideriamo la manovra di rientro di 180 milioni presentata di recente dal Governo. In tale manovra viene in effetti indicato come da questa nuova tassa il Consiglio di Stato in realtà speri unicamente di incassare 18 milioni di franchi. Spera quindi di fare cassa, non tanto di diminuire il traffico. Anzi, se davvero diminuisce il traffico, spariscono le entrate milionarie a cui lo stato ambisce con grande bramosia. In effetti solo se il traffico non diminuisce il Cantone potrà davvero incassare i milioni messi a preventivo. E solo in tale prospettiva possiamo infatti capire i sostenitori della tassa di collegamento quando dicono che se non venisse accettata la modifica della legge sui trasporti pubblici il prossimo 5 giugno, saremo costretti ad aumentare le imposte. Di questo si tratta. Di farci pagare una tassa speciale per coprire i buchi finanziari in relazione a compiti pubblici che in ogni altro Cantone della Svizzera sono coperti dalle imposte ordinarie. Altro che tassa di collegamento. Questa è un trappola di collegamento per collegare il portamonete di tutti noi ai conti dello Stato. Stiamo quindi molto attenti. Anche perché accettare un simile onere significherebbe creare un pericoloso precedente per il nostro futuro e per quello dei nostri figli. Riconoscere il diritto dello Stato di tassare un parcheggio solo per fare cassa e senza fornire una controprestazione al contribuente pagatore - stiamo infatti parlando di coprire i buchi dello Stato! - significa firmare un assegno in bianco per future operazioni di fantasia fiscale. Con la medesima logica apparente utilizzata per giustificare la tassa di collegamento, un domani lo Stato potrebbe tassare, ad esempio, le siepi da giardino che superano i 3 metri di altezza per finanziare, che ne so, la pavimentazione delle strade. Vi sembra assurdo? Beh non lo è più di quanto lo sia la tassa di collegamento. Il principio è il medesimo.

Infine non è assolutamente vero che saranno colpiti solo i frontalieri. Va infatti ricordato come la tassa verrebbe prelevata su circa 30'000 posteggi in questo Cantone, di cui meno di 10'000 sono occupati da frontalieri. Alla cassa passeremo quindi noi ticinesi quando facciamo la spesa, quando andiamo al lavoro o nel tempo libero.Spero pertanto che i cittadini ticinesi si rendano conto di questa trappola e che dicano un chiaro NO il prossimo 5 giugno quando saranno chiamati a votare sulla modifica della legge sui trasporti pubblici.

Piero Marchesi, Presidente UDC Ticino

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