
In occasione dell’ultima trasmissione televisiva “Arena”, la presidente del PLR Petra Gössi ha spazzato il campo da ogni dubbio. Durante il “gioco” che invitava i presenti a rispondere alla domanda “Nel caso l’UE non fosse disposta a ulteriori negoziazioni, la Svizzera dovrebbe comunque firmare l’Accordo quadro?”, alzando il cartellino verde Gössi ha dato il suo via libera affermando che non serve attendere le risposte di Bruxelles sui punti critici sollevati.
Il PLR non ha dunque dubbi, la Svizzera deve immediatamente diventare una colonia dell’Unione Europea, abbandonando la propria sovranità e libertà per compiacere alle grosse multinazionali svizzere, dove da tempo i loro manager stranieri chiedono con forza una maggiore integrazione nell’UE.
Poco convincenti al contrario i cartellini rossi mostrati dai presidenti PPD e PS. Loro, la Svizzera sono pronti a venderla, ma solo dopo le elezioni. Esattamente come fatto col miliardo di coesione, la cui decisione è stata da loro posticipata a dopo l’appuntamento con le urne. Il PPD è oramai diventato una costola di quel PLR internazionalista, che ha deciso di non decidere sul miliardo di coesione, rifiutando inoltre l’iniziativa per la disdetta della libera circolazione delle persone, quella proposta che molti hanno chiesto a gran voce all’UDC, ora è pronta per essere votata e viene da loro combattuta. Vedremo in settembre chi sarà a favore dei lavoratori residenti.
L’iniziativa UDC per disdire la libera circolazione sarà un tema caldo della prossima sessione a Berna. Il PS - che tanto parla di misure di accompagnamento - non ha il coraggio di confrontarsi a muso duro con l’UE per difendere i lavoratori residenti. L’attuale situazione del mercato del lavoro conosce le misure d’accompagnamento, ma far credere che siano servite a qualcosa è ridicolo. Le famose linee rosse sono già state valicate da tempo. I sindacati fanno finta di scontrarsi con l’UE ma poco o nulla fanno per i residenti. Le sfide per i cittadini svizzeri sono molte, la prima è a ottobre, dove saranno chiamati a eleggere i rappresentanti alle Camere federali.
La scelta è chiara: continuare a dare fiducia a PLR, PPD e la sinistra che, passo dopo passo ci stanno portando in Unione europea per la porta di servizio, o scegliere di votare l’unico partito svizzero che - seppur con mille difetti - lotta costantemente per conservare la sovranità e l’indipendenza del nostro Paese. Una parte della popolazione condivide legittimamente la strategia arrendevole e asservita al potere UE dei partiti storici, una parte che speriamo sempre più consistente, intende battersi con noi per evitare di bruciare in pochi anni un capitale composto da benessere, democrazia diretta, libertà e sovranità, creato con tanta fatica dalle generazioni che ci hanno preceduto.
Piero Marchesi, Presidente UDC Ticino e Candidato al Consiglio Nazionale
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