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Piero Marchesi - Il disastroso Piano Berset è contro il federalismo
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Foto CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
6 anni fa

La gestione della pandemia non è cosa facile, né per il Consiglio federale, tantomeno per i Governi cantonali. Il Consigliere federale Alain Berset ha giustamente richiamato all’ordine i vari Cantoni che sembravano essere passivi di fronte a numeri di contagi piuttosto preoccupanti. Essi hanno risposto immediatamente decidendo misure più restrittive, nei prossimi giorni e settimane dovrebbero produrre risultati positivi. Non sono totalmente d’accordo con le misure emanate nel nostro Cantone – mi riferisco alla chiusura dei bar alle 19:00 – ma posso accettarle perché tutto sommato ragionevoli. Nemmeno due giorni dopo questo ultimatum, Berset lancia un ballon d’essai attraverso il Blick, seguito poi da una consultazione ufficiale del Consiglio federale – fossi negli altri sei membri del Governo federale mi arrabbierei parecchio per queste continue fughe di notizie del Dipartimento da lui condotto – proponendo addirittura un confinamento con chiusura di tutti gli esercizi pubblici dal 18 dicembre per diverse settimane, oltre alla riduzione degli incontri famigliari a un massimo di 5 persone, con eccezione per il giorno di Natale. Questa nuova mossa del Ministro socialista dimostra che la sua politica – e quella della maggioranza del Consiglio federale – è governata dalle emozioni piuttosto che dal raziocinio.

Siamo tutti concordi che sia necessario tenere sotto controllo questa pandemia. Bisogna farlo però cercando di evitare che la toppa sia peggiore del buco. Una chiusura totale delle attività quali ristoranti e bar e una limitazione delle aperture dei commerci, potrà probabilmente diminuire il numero dei contagi, ma produrrà certamente un danno economico insostenibile. Molte attività economiche non reggeranno il colpo e probabilmente falliranno, altre rimarranno in piedi solamente grazie ai contributi che il “Piano Berset” ha già benevolmente previsto. Il tutto a carico della Confederazione, o meglio dei contribuenti, cioè noi cittadini. La strategia della sinistra è chiara: chiudere tutto e poi esigere dal Parlamento misure draconiane a sostegno dell’economia e dei lavoratori. Tanto paga Pantalone.

Questo modo di agire è irresponsabile e dannoso per la nostra economia e i posti di lavoro. Solo nelle scorse settimane ulteriori 150’000 persone sono cadute in disoccupazione, il “Piano Berset” farà certamente aumentare in modo importante questa cifra.

Certo, anche la Svizzera ha un grosso problema nella gestione di questa pandemia, ma non è dando spazio alle emotività e al panico che si troverà una soluzione. Il collo di bottiglia del problema è il sistema sanitario e la sua capacità di curare i malati, che però sta dimostrando di essere solido e funzionante. Deve essere questo il dato da tenere sotto controllo per decidere eventuali misure più restrittive, non il confronto con le nazioni a noi vicine che hanno sistemi sanitari deficitari e imparagonabili al nostro. Bisogna poi ricordare a Berset e al Consiglio federale che il successo della gestione pandemica svizzera si è resa possibile grazie al federalismo. La Confederazione si limiti a decidere misure generali e a controllare l’azione dei Cantoni e lasci a questi ultimi la gestione della pandemia in funzione della loro capacità di essere più puntuali e incisivi. Altrimenti a cosa serve il federalismo?

Piero Marchesi, Consigliere Nazionale e Presidente UDC Ticino.

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