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Piero Marchesi - Ecoincentivi sì, ma non con ulteriori tasse!
Redazione
11 anni fa

Come risaputo, sostengo da tempo gli ecoincentivi e la mobilità aziendale. Ho ripetutamente preso posizione a favore di misure concepite per ridurre traffico e inquinamento. Ma quello su cui saremo chiamati alle urne il 14 giugno non è un referendum contro gli ecoincentivi, bensì contro l’aumento delle tasse di circolazione per finanziarli. Converrete con me che è un po’ diverso. Anche se vi fanno credere il contrario.

I problemi della mobilità e il traffico, da tempo ormai fuori controllo in quasi ogni regione del Cantone, sono sotto gli occhi di tutti, ma credere di affrontare temi così delicati, promuovendo l’acquisto di auto ecologiche con sussidi a pioggia è scorretto e disonesto. Perché qualcuno dovrebbe spiegarci – ed è sorprendente che la Sinistra non abbia toccato questo aspetto – come sia eticamente accettabile che una persona facoltosa e una con pochi mezzi economici a disposizione, siano messi sullo stesso piano e sia data loro la stessa, identica somma per l’acquisto di un’auto ecologica.

Come se non bastasse, va ricordato e ripetuto, che le tasse di circolazione in Ticino, sono già le più alte del Paese. Come si fa a chiedere ancora, e indistintamente a tutti, ulteriori sacrifici?

Come si fa, poi, a penalizzare solo chi vive in Ticino, mentre gli oltre 62 mila frontalieri che intasano quotidianamente le strade del cantone non saranno minimamente chiamati alla cassa?

Ancora una volta, a finire sotto accusa non sono le misure in sé, ma il fatto che si preferisca imboccare la scorciatoia dell’aumento delle tasse, invece che intervenire sugli sprechi dell’amministrazione pubblica, peraltro sotto gli occhi di tutti.

“Tassa e spendi” è quanto di più perverso un Governo possa concepire. È facile e scontato. E, soprattutto, non risolve alcun problema. Lo nasconde sotto il tappeto.

L’esecutivo cantonale dispone già di risorse finanziarie a cui far capo per attuare misure concrete di mobilità aziendale. Puntare a provvedimenti per promuovere la mobilità aziendale, come il trasporto collettivo, possono essere attuati senza attingere al portafoglio di automobilisti ticinesi già spremuti e vessati fino all’inverosimile. Queste misure devono essere concretizzate anche con incentivi pubblici, soprattutto per aziende che impiegano per la gran parte personale frontaliere. In sostanza dove vi è il maggior potenziale di riduzione del traffico. Il Governo sa perfettamente che, sia per mentalità, sia per la conformazione del territorio, non tutti i ticinesi hanno la possibilità di rinunciare all’auto. Quale miglior sistema, dunque, che infierire su chi non ha alternative?

Il Consiglio di Stato da anni punta pure su finanziamenti a progetti decisamente fumosi quali, ad esempio, “InfoVel”, che da anni beneficia di corposi finanziamenti pubblici, ma i cui risultati concreti sono ben lungi dall’essersi dimostrati. Ma è proprio di concretezza che i ticinesi hanno bisogno. Non di aumenti delle tasse. Le nuove proposte del Dipartimento del Territorio le trovo in gran parte interessanti e innovative. Non roviniamo quanto di buono proposto con un sistema di finanziamento incoerente e ingiusto.

Piero Marchesi, Vice Presidente UDC Ticino, Sindaco di Monteggio

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