
Alcuni hanno considerato la proposta come una provocazione per accendere il dibattito, la mia invece è una chiara convinzione che dopo diversi decenni di inattività progettuale nelle opere viarie del Cantone, sia ora di agire. Il Ticino vive la mobilità in modo drammatico. Gli imbottigliamenti e le colonne sono all’ordine del giorno nel Mendrisiotto, Luganese e Malcantone, da qualche tempo pure nelle altre regioni del Cantone. Così non si può più continuare. A causa di un’eccessiva immigrazione la popolazione residente è aumentata di 30'000 unità e i lavoratori frontalieri sono cresciuti da 35'000 a 65'000 in 10 anni. 60'000 persone in più che si spostano regolarmente su strade che sono rimaste pressoché immutate da 40 anni.
Il mio partito ha formulato diverse proposte per limitare questa smisurata e incontrollata immigrazione, non è necessario ricordare che sono state tutte sistematicamente osteggiate o addirittura sabotate. L’iniziativa per la disdetta dell’accordo di libera circolazione lanciata dall’UDC verrà presto sottoposta al popolo, ma è innegabile che anche in caso di accettazione, difficilmente causerà un repentino miglioramento. A pagare lo scotto sono i cittadini ticinesi che vivono oramai nel traffico buona parte della loro giornata, l’economia e gli artigiani che sono confrontati con gli elevati costi, dove i loro operai al posto di lavorare presso i clienti sono invece imbottigliati in colonna. A soffrirne è pure il turismo, che oltre alle difficoltà che vive, subisce la mobilità in modo importante. Molti turisti d’oltralpe guardano a mete alternative proprio per le pessime condizioni del traffico cantonale.
Cosa fare allora? Continuare a lamentarsi e subire il problema o affrontarlo con determinazione? Ritengo sia l’ora di stanziare un credito cantonale di almeno 1 miliardo di franchi per l’esecuzione urgente delle opere necessarie alle varie regioni per snellire e fluidificare la mobilità. Le gallerie nel Malcantone fino al confine, l’intervento di riorganizzazione a Cornaredo, il semi-svincolo o sarebbe più opportuno lo svincolo completo a Bellinzona, lo svincolo di Sigirino, interventi nel Mendrisiotto e Locarnese. I finanziamenti per gli Enti pubblici hanno oramai un costo irrisorio, in alcuni casi vengono proposti crediti con interessi a tasso 0%. È il momento giusto per approfittare di condizioni quadro favorevoli per risolvere, o perlomeno migliorare, un problema che sta soffocando il Cantone, evitando di attendere invano i vari sussidi federali.
Il Dipartimento del territorio sta facendo un buon lavoro investendo nel trasporto pubblico, nella mobilità aziendale e in altri vettori che contribuiscono a creare alternativa al trasporto privato, non possiamo però dimenticare di vivere in un Cantone morfologicamente molto complicato, che da troppi anni ha sottovalutato gli investimenti strategici. È ora di agire, facciamolo.
Piero Marchesi, Presidente UDC Ticino
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