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Pierluigi Zanchi - Strategia energetica, un’occasione da non perdere
Pierluigi Zanchi - Strategia energetica, un’occasione da non perdere
Pierluigi Zanchi - Strategia energetica, un’occasione da non perdere
Redazione
9 anni fa

Il 21 maggio abbiamo nuovamente la possibilità, di dire la nostra su una questione fondamentale per la sopravvivenza di tutti noi e della Svizzera. Quella dell’energia. Energia che necessitiamo per tutta una serie di attività.

Si tratta di una priorità che si fa sentire soprattutto quando ci manca o quando l’economia entra in crisi.

Pensare alle generazioni future dovrebbe stare alla base delle nostre azioni. Soprattutto se buone, giuste e pulite.

Accettare la strategia energetica 2050 è un modo per pensare alla resilienza aziendale e umana davanti agli scempi ambientali che si stanno svolgendo sotto i nostri occhi; basta solo pensare ai mutamenti climatici. Ritardare ulteriormente la transizione energetica non serve; meglio anticiparla.

Le alternative già utilizzabili non sono costose e migliorano la qualità di vita.

Nella politica energetica sono pure da considerare aspetti fondamentali come la sicurezza nazionale; più siamo dipendenti dall’estero e meno saremo “padroni in casa nostra”.

Oppure la questione dell’indotto economico che con il passaggio progressivo al rinnovabile indigeno rimane soprattutto nelle varie regioni svizzere, in particolare quelle periferiche. Stessa cosa dicasi per migliaia di posti di lavoro creati grazie a questa modifica nel modo di produrre e utilizzare energia.

Con la mia ditta abbiamo già fatto passi in questa direzione; senza neppure aspettare il 2050. I benefici ci sono.

Autoproduciamo l’80% dell’energia elettrica (staccando da 5 anni la spina dal nucleare); abbiamo sostituito tutta l’illuminazione con dei led, risparmiando il 50-80% del costo d’illuminazione. Infine, a breve, il 50% del parco autoveicoli sarà sostituito con veicoli 100% elettrici e caricati con energia solare; ridurremo così il 50% delle emissioni dei motori a diesel (CO2 polveri fini e rumore che creano costi al sistema sanitario) e la dipendenza da un vettore energetico che costa alla collettività guerre e migrazioni in termini ambientali, umani e sociali. Senza contare che questa scelta pulita ci dà pure un beneficio economico aziendale.

Per tutto ciò non ho dovuto aspettare il 2050. Anzi, ne abbiamo beneficiato sia in soldi che in immagine.

Assurdo e autolesionista sarebbe aspettare oltre il 2050.

Pierluigi ZanchiImprenditore/artigiano e consigliere comunale Locarno

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