
Interpellanza del gruppo PS al Municipio di Locarno
Purtroppo il decreto adottato dal Consiglio di Stato del 16 novembre 2010 di protezione delle golene della Valle Maggia termina a Ponte Brolla e quindi non contempla la zona che ci riguarda direttamente, ovvero il tratto di golena che da Ponte Brolla scende fino alla foce e in modo particolare la tratta compresa fra il vecchio ponte sulla Maggia e la foce. Questo tratto di golena rappresenta un'area verde diventato un luogo privilegiato d'incontro e di svago per la popolazione e per i turisti ed è minacciata da una neofita estremamente invasiva quale il Poligono del Giappone. Per rendersi conto della situazione basta recarsi di persona sul posto: si avrà così modo di constatare che se non si procederà a interventi radicali, ben presto tutta la zona sarà invasa da questa vegetazione che di fatto porterà a una perdita di specie indigene e pertanto a un impoverimento della biodiversità oltre che a una difficoltà di accesso e un impatto paesaggistico infausto.
Il Poligono del Giappone è stato introdotto nel 1823 dall'Estremo Oriente come pianta ornamentale e da foraggio. Queste piante tendono a colonizzare le scarpate e, per quel che ci riguarda, le rive dei fiumi tanto che è inscritto nella lista delle 100 specie esotiche più invasive e più dannose del mondo (lista dell'UICN, Unione Internazionale della Conservazione della Natura).
Nella sua seduta del 16 luglio 2012 il Consiglio Comunale era stato chiamato ad esprimersi sul Messaggio relativo al comparto Bastoria e al relativo posteggio. In quell'occasione fu presentato anche un emendamento atto a chiedere un credito suppletorio di fr. 10'000.- per un intervento sulla scarpata dell'argine e della strada del posteggio, invasa da monoculture infestanti: il Poligono del Giappone per l'appunto. L'emendamento non passò al vaglio del Consiglio Comunale per un voto e questo grazie agli interventi all'unisono dell'allora Sindaco Carla Speziali e del Consigliere Comunale Mauro Cavalli che sostennero la necessità di avere una visione d'assieme per attuare una politica globale al fine di arrivare all'obbiettivo indicato.
Risultato? Da allora nulla si è più mosso e la proliferazione è continuata. Ennesima dimostrazione delle molte chiacchiere e dei pochi fatti! Infatti si è sottovalutato come questa pianta ha una crescita e uno sviluppo molto rapido: in inverno i suoi rizomi sono molti profondi poi, con l'arrivo della primavera, si sviluppano e il loro fogliame molto denso non permette alla luce di raggiungere il suolo e impedisce di fatto la crescita di specie indigene. A ciò si aggiunga che uno sfalcio con decespugliatori o falciatrici analoghe frammentano i fusti e ne rendono difficoltosa la raccolta e lo smaltimento; in effetti una caratteristica di questa neofita è la capacità di riprodursi a partire da un singolo frammento anche di pochi grammi. Infatti in questi giorni abbiamo potuto verificare come si proceda a uno sfalcio con macchinari, segno evidente che alcuni dipendenti del Comune impegnati nella pulizia di zone verdi non sono informati su questa pianta: non sono stati istruiti a riconoscerla e non hanno idea del pericolo che essa rappresenta. Così le parti aeree della pianta vengono tranquillamente triturate e poi finiscono nel verde destinato al compostaggio o, peggio ancora, rimangono sul posto incrementando così le colonie già esistenti.
Questo ci porta a queste semplici domande:
1. Il Municipio si è già chinato su questa questione al fine di salvaguardare la biodiversità e la qualità vegetativa della zona golenale citata?
2. Considerando una risposta positiva - sarebbe oltremodo preoccupante una risposta negativa - quali interventi intende mettere in campo il Municipio per contenere e limitare se non debellare questa proliferazione?
3. Alla luce di quanto sopra esposto, non reputa il Municipio di organizzare una formazione di base su queste neofite rivolto a tutto il personale impiegato nella gestione del territorio?
4. Siccome questa diffusione non è legata unicamente alla zona golenale, è stata predisposta una mappatura della diffusione del Poligono del Giappone sul territorio comunale?
5. Non reputa il Municipio che questa zona sia meritevole di maggiore attenzione, con interventi di sfalcio, di manutenzione del bosco e di pulizia costanti, nonché la posa di ulteriori bidoni per raccogliere i rifiuti considerando come la zona sia molto frequentata dalla popolazione locale e dai turisti?
Con ossequio.
Pier Mellini, Pietro Snider, Sabrina Ballabio Morinini, Damiano Selcioni, Rosanna Camponovo, Fabrizio Sirica, Sabina Snozzi Groisman
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